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MaNoiNo L'intervista
Scritto da Stef5090
Categoria: Opinione
Scritto il 29/07/2016, Pubblicato il 29/07/2016, Ultima modifica il 29/07/2016
Codice testo: 2972016121936 | Letto 909 volte

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MaNoiNo è un'associazione culturale, nata con lo scopo di proporre e sviluppare iniziative nella zona di Porto Cesareo e dintorni. Mattia Iaconisi è uno dei suoi principali protagonisti e promotori.

- Benvenuto Mattia e grazie della tua disponibilità.

- Grazie a voi di Ali di Carta per la possibilità di poter raccontare la storia e lo sviluppo della nostra associazione.

- Bene Mattia, come nasce la tua associazione?

- La nostra associazione nasce con l'intento di promuovere all'interno del nostro territorio, eventi di carattere culturale attraverso spettacoli teatrali o musicali, mostre fotografiche, sport e tanto altro utile allo sviluppo di Porto Cesareo.

- Anche il nome è particolare ed ha radice nello storico gruppo dei Nomadi. Da chi nasce l'idea?

- Il nome viene fuori quasi per caso: eravamo in macchina, quando ad un tratto ascoltiamo per radio la nota canzone dei Nomadi "MaNoiNo" che all'interno del suo testo rispecchia fortemente la nostra ideologia di pensiero. In quel momento è stata come un' illuminazione.

- La tua professione di geometra occupa buona parte del tuo tempo. Come riesci a conciliarlo con l'associazione?

- La mia professione occupa tanato tempo, ma con i miei compagni d'avventura Danilo ed Edoardo sacrifichiamo volentieri il nostro tempo a disposizione con l'obiettivo di creare sempre qualcosa di nuovo, per crescere culturalmente e come uomini.

- L'associazione nasce nel 2014. Cosa siete riusciti a proporre in questi anni?

In mezzo a mille difficoltà un gran numero di eventi teatrali significativi quali "In ginocchio", "Restiamo umani" o "Colino fà acqua da tutte le parti" con temi scottanti quali la mafia, la Palestina o la privatizzazione dell'acqua, tanto per citarne alcuni. Inoltre in primavera eventi sportivi e il Festival dell'associazione, lasciando spazio a gruppi emergenti locali.

- L'estate è iniziata e giugno vi ha visto protagonisti con l'organizzazione del torneo di calcetto ispirato a Euro 2016. Cosa c'è da aspettarsi nei prossimi mesi?

C'è tanta carne al fuoco: in primis lo spettacolo teatrale WOP ( with out passport ) riguardante emigrazione, razzismo e ignoranza presso la Pro Loco, senza dimenticare il Festival Rock ancora da definire.

- Indubbiamente un programma ambizioso e interessante. Ma come rispondono i giovani alle vostre iniziative?

Purtroppo siamo in pochi e per certi versi è un limite, dato dal fatto che la maggior parte di loro preferisce non mettersi in gioco. Sarà nostra premura condurli a una partecipazione attiva e non alla classica "lamentela da bar" per la quale il nostro paese non funziona. E' importante muoversi e contribuire e noi lo facciamo attingendo anche dalle nostre tasche, per autofinanziarci.

- Vista la partecipazione piuttosto carente, cosa potrebbe attirare di più i ragazzi? Forse leggere quest'intervista potrebbe motivarli maggiormente...

- Una grande spinta potrebbe arrivare dall'ascolto di musica impegnata, un buon libro da trovare presso la Biblioteca comunale, navigare su siti come Ali di Carta e anche il nostro impegno concreto e deciso nel tempo. La molla giusta è dentro di noi, basta cercarla!!

- Un'ultima domanda sul mondo degli adulti. Ci sono all'interno dell'associazione e con quale ruolo?

- Gli adulti non ci sono, anzi abbiamo trovato maggiore supporto da fasce d'età che vanno dai 13 fino ai 30 anni. A loro cerchiamo di trasmettere i valori dell'associazionismo che risultano vivi solo partecipando.

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