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Diario dall’abisso
Scritto da serbasciu
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 30/03/2018, Pubblicato il 30/03/2018 08.50.18, Ultima modifica il 01/04/2018 00.45.38
Codice testo: 303201885017 | Letto 255 volte

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Ho riaperto il lungo racconto “Casa sull’abisso” di William Hope Hodgson.
Ho iniziato a rileggerlo.
E a vedere, ascoltare, muovermi, rievocare, riconoscere, avere sensazioni, sognare.
A vivere d’istinto.
1º-LUNEDÌ
(Citazione dal racconto : “Manoscritto rinvenuto dai signori Tonnison e Berreggnog nel 1877, presso un rudere a sud del villaggio di Kraighten nell'Irlanda occidentale. Trascritto, con note, da William Hope Hodgson” Fine della citazione.)
*** SENSAZIONI
Quanto
può essere malsana,
tetra,
la luce del primo mattino.
Questa mattina è così, come il biancore esangue, cereo, filtrato da ammassi grigio giallastri di nuvole, che in verità oggi sono assenti.
E lontani, opachi suoni di abbrustolimento, come un lento rosicchiare, un impercettibile metodico ininterrotto sgretolamento.
2º-MARTEDÌ
(Citazione: “un piccolo villaggio, chiamato Kraighten. Sorge isolato, ai piedi di una bassa collina. Intorno, un paesaggio squallido e inospitale; terra, brulla e deserta, roccia sottostante, affiora, a tratti, in creste ondulate.” Fine della citazione)
*** SENSAZIONI
Una linea irregolare,
zigzagante,
un borbottio sommesso di uccelli neri sul bordo fiammeggiante del dolore, un velo di vapore schiumoso che scivola lungo il limite invalicabile del conosciuto.
Mi accorgo solo ora di una sottile, interminabile linea di frattura che attraversa il mare, il cielo, il pensiero.
Mi osservo. Il cuore è intero.
3º-MERCOLEDÌ
(Citazione: “Abito qui, in questa casa antica, circondata da vasti giardini in abbandono. È antichissima, questa casa. Ma ciò che più mi colpisce, in essa, non è tanto la sua antichità quanto l'originalità della struttura, che è bizzarra e fantastica in sommo grado. Torrette, guglie e pinnacoli, simili, nel profilo, a guizzi di fiamme.” Fine della citazione.)
*** SENSAZIONI
Da dove prende
le grida il vento ?
Dove le porta ?
Le finestre spalancate ostinatamente sul cipiglio burrascoso e incredulo di un’estrema passione alla ricerca della voce per sempre ammutolita nell’aggrovigliata criniera della luna, sono le trionfali prede del vento del nord così come lo sono i promontori brulli e solitari del cuore e gli speroni di sangue gorgogliante sulla sommità a grandi bolle.
4º-GIOVEDÌ
(Citazione: “Scesi lentamente nelle tenebre di quei sotterranei vasti e misteriosi. Un lieve sgocciolio d’acqua. Verso il centro una botola. Afferrai l'anello e tirai. Rimasi lì, attonito. Non si vedevano gradini. Sembrava un abisso senza fondo e senza pareti. Mi parve di udire un sussurro. Ascoltai attentamente; si trasformò in un'orrenda risata.” Fine della citazione)
*** SENSAZIONI
Sentimenti antichi
come spigoli
rumoreggiano negli intestini
cupi, acquattati e freddi.
Il tempo si impenna e precipita nello strapiombo eterno, bianco ghiaccio religioso.
Si viene trascinati verso la solitudine in un silenzio denso, gelatinoso, verso un'insopprimibile tristezza e un'oscurità attenuata da una vaga diffusa luminescenza.
Nelle stanze da pranzo si aprono cunicoli verso miniere di fiaccole nere, nella contorta geometria di uno stupore, di un vuoto d’acqua vorticosa, di una crepa accecante.
5º-VENERDÌ
(Citazione: “Luce incostante, intermittente; giorni e notti che sfuggivano nel tempo di secondi. Il vorticoso roteare del giorno e della notte. Intorno a me la polvere di anni, forse di decine e decine d'anni, aveva corroso i mobili, le carte, i libri. Fra una nuvola di polvere, un mucchio di rottami; un mobile si era dissolto. Dovevano essere passate migliaia di anni. Milioni di anni!“ Fine della citazione)
*** SENSAZIONI

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