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Una fata di primavera
Scritto da Simona Antares
Categoria: Opinione
Scritto il 30/04/2015, Pubblicato il 30/04/2015, Ultima modifica il 22/05/2018 17:01:06
Codice testo: 3042015134838 | Letto 1242 volte

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“Ehi, guardate che meraviglia! Questo posto è un incanto!” disse una dolce voce di bambina.
Le nuvole fluttuavano leggere nel cielo, i boccioli di fiori appena spuntati. Tutto nell’aria faceva presagire all’imminente arrivo della primavera.
La bambina si chiamava Giada, aveva dieci anni ed era allegra e solare come il sorriso che risplendeva in quel momento sul suo viso. Si sentiva felice Giada, quella era la sua prima gita scolastica, i primi giorni che trascorreva lontano dai suoi genitori…era la sua prima avventura nel mondo ed era visibilmente emozionata.
E poi c’era Enrico, di tre anni più grande di lei, il ragazzino di cui era segretamente innamorata…cosa poteva desiderare di più dalla vita?
“Oh, che bello! Che aria pulita che c’è qui, in alta montagna!” cinguettò felice la bimba
“Già, peccato che Francesca non sia potuta venire con noi” disse Enrico con il suo solito sorrisetto impertinente “Invece è venuto qualcuno che faceva molto meglio a starsene a casa” disse, mandando uno sguardo provocatorio verso Giada. La bambina si indispettì. “Credi che io sia felice di stare qui con te?” disse, mentendo a sé stessa.
“Ehi, non cominciate a litigare adesso!” disse Alice, l’amica del cuore di Giada “Vediamo di goderci il panorama. Guardate là!”
Guardarono tutti incantati la splendida montagna che si innalzava maestosa dinanzi ai loro occhi. “Sembra un regno incantato!” disse con aria trasognata Giada
“Già, è bellissima!” le fece eco Alice
“Ma dai, ma si può sapere cosa ha di così speciale?” disse Enrico in tono annoiato “Siete proprio delle bambine!”
“E tu sei il solito antipatico!” controbatté Alice, poi si guardò attorno. “Ma dov’è Giada?”
“Ah non lo so!” rispose Enrico “Sarà da qualche parte ad ammirare il panorama”
“E’ meglio che vada a cercarla prima che la maestra se ne accorga. Tu resta qui e fai silenzio, se ci riesci”
S’inoltrò nel fitto bosco. L’aria era stranamente calma. “Che strana atmosfera che c’è qui” disse impaurita la bambina “Sembra quasi che il tempo si sia fermato…”
Finalmente riuscì a trovare la sua amica. “Giada! Giada!” Notò che la bambina si era fermata a osservare un punto fisso.
“Che ti succede? “ chiese Alice “Cosa stai guardando con così grande attenzione?”
“Mi è sembrato di vedere qualcosa laggiù.” rispose Giada
“Che cosa hai visto?” chiese l’amica
“Non lo so, un’ombra forse. Voglio andare a vedere!”
Alice impallidì. “No, non puoi farlo, la maestra ci sgriderà! Ci siamo già allontanate troppo! Ti prego, torniamo indietro!” Ma Giada non le diede ascolto, s’inoltrò nel fitto bosco.
“Ehi, aspetta! Non puoi andare laggiù da sola! Giada!” urlò Alice
“Si può sapere cosa state combinando voi due?” chiese Enrico, apparso all’improvviso
“E tu cosa ci fai qui? Ti ho detto di rimanere dove eri!” lo sgridò Alice
“Ho pensato che aveste bisogno di me e non mi sbagliavo a quanto pare! Dove va quella?” chiese indicando con un dito Giada che si allontanava sempre più dalla loro vista
“Non lo so, ma dobbiamo seguirla! Andiamo!”
“Accidenti! E io che pensavo di godermi questa mia prima vacanza lontano dai miei genitori, che pizza!”
“La smetti di borbottare, si o no?” chiese irritata Alice, ma si fermò non appena vide Giada ferma sulle rive di un piccolo ruscello.
“Che bella signora!” disse con voce estasiata Giada.
“Giada! Giada! Ma si può sapere cosa ti prende?” gridò la sua amica Alice
“Semplice” rispose Enrico “Ha le allucinazioni, non vedi?”
“Smettila tu!” poi, rivolgendosi all’amica “Che cosa stai facendo qui?”
“Non lo so…” disse la bambina “Mi era sembrato di vedere una bellissima signora che fluttuava nell’aria!”
“Ecco, lo sapevo, questa è diventata pazza, sempre a dire stupidaggini!" Poi aggiunse “Ehi, sta salendo la nebbia, che strano"
“Forse è meglio se torniamo indietro” disse Alice, presa all’improvviso da un brivido freddo.
Camminarono per una mezz’ora ma della strada non videro nemmeno l’ombra.
“Mi sa tanto che ci siamo persi” disse Enrico con il suo solito tono sarcastico.
“Smettila di dire così!” disse Alice “Vedrai che riusciremo a ritrovare la strada!” Si girò verso Giada, ma vide che si era di nuovo fermata a fissare un punto nel cielo.
“Ci risiamo!” disse Enrico “Cos’hai visto questa volta?” chiese alla bambina ma lei non rispose. Enrico si avvicinò a lei. “Ehi, ci sei?” disse, muovendo una mano davanti ai suoi occhi come per destarla.
“Non lo senti anche tu?” chiese Giada
“Sentire cosa?”
“Un pianto di una signora" Nella fredda e oscura selva si sentiva nitido il pianto sommesso e disperato di una donna.

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