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Storie Dannate
Scritto da Annabel Lovecraft
Categoria: Narrativa - horror/thriller
Scritto il 30/05/2017, Pubblicato il 30/05/2017, Ultima modifica il 30/05/2017
Codice testo: 305201711547 | Letto 571 volte

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Nota dell'autore Annabel Lovecraft:
mini libro su alcune storie horror da me inventate

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1) Me ne stavo in camera, a guardare la tv. Ad un certo punto sento grattare, in cucina.
Era la mamma.
La mamma diventata un mostro orrendo, come quelli delle serie tv horror.
Aveva delle mandorle al posto degli occhi, delle mani piene di tatuaggi da cui fuoriusciva un sacco di sangue raffermo e la bocca spalancata in una mostruosa O di orrore e scempio.
O merda, dissi, e scappai dalla finestra.
Solo allora mi resi conto che ero l'unico a non avere quella parvenza strana da insetto carnivoro. Tutta la città era come mia mamma, un mostro.



2)Si narra che in tempi antichi vi fosse un uomo, nei pressi di Greenfield, che andava in giro vestito da lupo mannaro. Alcune donne si innamorarono perdutamente di lui, tanto da avere anche dei figli con lo stesso lupo. Nel 1940 una ragazza giurò di averlo visto mentre ululava alla luna, soddisfatto e compiaciuto della scena. Il pallore lunare lo rendeva affascinante ma allo stesso tempo macabro. Si dice che uno dei figli vaghi ancora nei boschi dei Greenfield, io lo so perché quando vado a cacciare lo incontro sempre e uccidiamo più donne possibili.


3)La signora entrò nel negozio, con le buste della spesa. Era stata al mercato.
-Sono bellissime queste scarpe- disse al proprietario.
Lui sorrise, in tutta risposta.
-Quanto costano?- e fece un gesto inaspettato, ne prese un paio rosse con il tacco e le calò sulla testa del signore, rompendogli il cranio.
-Ecco, adesso sono ancora più vermiglie- replicò nell'assoluto silenzio.
Poi uscì, fischiettando.


4)Ho sempre amato gli animali, perciò decisi di avviarmi verso lo zoo di Berlino, convinto che tutto procedesse come sempre. Con me avevo una borsa capiente, una borraccia piena d'acqua e qualcosa da dar da mangiare agli amici a quattro zampe.
Mi ritrovati di fronte ad un serpente molto particolare. Esso era ricurvo, e parlava.
-Morirai stanotte- mi disse, e non proferì alcuna parola.
Me ne tornai a casa, stanco e afflitto. Non immaginavo affatto il terrore a cui sarei andato incontro. Una serpe dentro al letto mi morsicò il piede, lasciandomi inerme e sanguinante.
Ora girovago per i cimiteri alla ricerca del mio loculo.
Era proprio vero quello che mi aveva detto il maschio: sarei morto.


5)Mi chiamo Jeremy Selter, e vi devo raccontare qualcosa di raccapricciante. Mi trovavo ai piedi di una montagna chiamata Elperest, quando ad un certo punto degli ominidi mi vennero incontro, tutti vestiti di verde, come se fossero degli alieni spogliati dei loro averi. Mi indicarono il punto più alto del monte, io guardai e vidi una forma grottesca, delle corna enormi.
-Quello è il tuo calvario- mi dissero, poi sparirono per mai più tornare.
io sono ancora quassù, prigioniero di quelle corna. Non chiedetemi perché io non riesca a non fuggire, mi tengono legato a loro, come una fotografia macabra che non puoi non guardare.
Sto marcendo dentro, ma non posso andar via.
Avevano ragione quegli ominidi. Questo è il mio calvario.


6)-Per favore, ci lasci andare- gridarono le due ragazze. Ma l'uomo con la falce non ne volle sapere di lasciare libere. Tutt'attorno silenzio, a parte il ronzio di una mosca.
ZZZZZZZZZZ
- Adesso vi farò molto male- disse loro, brandendo il coltello in aria. Alla prima, la bionda, tagliò la gola, mentre alla seconda tagliò solo le dita dei piedi.
-Questo è per ciò che avete fatto! Avete distrutto le mie bambole, ragazzuole belle!-
Per terra, accanto ai bisturi vi erano delle versioni macabre e grassocce di Barbie e Tanya.
-La prego- gemette la mora.

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