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Il divaricatore mascherato
Scritto da naked lunch
Categoria: Narrativa - Altro
Pubblicato il 19/06/2001, Ultima modifica il 19/06/2001
Codice testo: 3098 | Letto 5425 volte

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Caldo. 38° di Milano da bere che traballa ed esco a prendere un po’ d’aria condizionata in una libreria sotterranea che per le strade la gente è nervosa. Mi immergo in un Coupland economico, c’è uno che mi segue, forse gli piace Coupland, mantiene una distanza tattica di sei, sette libri poi,inaspettatamente mi supera. Afferra un grosso volume e lo abbandona divaricato sui metà prezzo: un’enorme vagina in doppia pagina sorride al mio passaggio. Che squallore -penso- e mi dirigo verso le stampe giapponesi. Quello che mi segue, vuole comunicare con me. Esco dal mio zen. 38° di Milano da bere producono maniaci sessuali. Va bene, parliamo, di cosa vogliamo discutere? Di vagine in formato doppio uni? Beviamoci una birra che domani ho il trasloco e me ne vado da questo buco dietro corso Buenos Aires che spia imbalsamato rincasare i viados. Vengo spesso in libreria da solo, esordisce il divaricatore mascherato Hai dei problemi comportamentali? chiedo distrattamente con gli occhi immersi nel bicchiere, mentre lo immagino nella performance ginecologica in una libreria delle edizioni Paoline. E’ che ai miei amici non piacciono le librerie. tampona prontamente il divaricatore mascherato e subito si improvvisa traslocatore per il giorno dopo.
Ovviamente paga la mia birra e ovviamente mi accompagna ovunque possa accompagnarmi. Io eseguo l’ennesima, asettica replica del racconto“Io & il mio lavoro” quelle puntate che vanno in onda ogni volta che qualcuno vuole conoscermi e io non lo conoscevo e mi sarebbe piaciuto continuare così. Il divaricatore mascherato segue con occhi ostetrici ogni mio movimento, ogni mio discorso, sensato o meno perché lui, ha per me un interesse medico e più i suoi sguardi diventano professionali, più ribadisco che domani ho il trasloco ed essendo il trasloco premeditato, dispongo da mesi di uno zio che ha quasi insistito per darmi una mano. Il metro e ottanta di erezione, si propone deluso di scortarmi fino alla mia quasi ex casa che dista meno di 50 metri dal punto in cui ci troviamo.
Gli ricordo che domani ho il trasloco e lui, testa china (probabilmente per il peso della malattia mentale) cala in un silenzio uterino. 50 metri passano presto e il portinaio -Buongiorno Sarah, buonlavoro Sarah, buonadomenica Sarah- finge la cecità. Il divaricatore tenta infine una visita a domicilio. Ho 15 scatoloni sparsi in 20 metri quadri, non saprei proprio dove metterti, domani ho il trasloco. Ma questa è una scusa per non farmi salire! -Sapete, a volte gli psicopatici sono pervasi da sprazi momentanei di lucidità mentale- Non mi dai neanche un bacio? sprazi veramente fulminei seguiti da allucinazioni spaventose. No. Domani ho il trasloco.

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