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Il verde e il rosso
Scritto da ANDREA OCCHI
Categoria: Altro
Scritto il 03/01/2018, Pubblicato il 03/01/2018, Ultima modifica il 03/01/2018
Codice testo: 31201881647 | Letto 133 volte

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Camminava sull'argine del fiume con le mani in tasca. L’umidità risaliva rendendo magici i rami degli alberi protesi alla primavera, pronti a ghermirla con quel desiderio che è proprio di coloro che amano il rinnovamento. Ecco anche lui si sentiva così, come una pianta, un arbusto in attesa della sua primavera, della sua stagione temperata e mite dopo un burrascoso e gelido inverno, seppur riscaldato da un confortevole ed immaturo fuoco.
Il cuore gli doleva come un sasso. Ma i sassi non provano alcun dolore. Sono solo grigi. Tale situazione era assurda. Sorrise per i suoi pensieri da adolescente turbolento.
Accanto ad una panchina, di quelle in legno rosso che regalavano soste a baciosi innamorati, come labbra sull'erba, due ragazze si gustavano un cono gelato.
L'una all'altra: "Ci facciamo un selfie?”
Si volse verso di loro. Con disincanto una di esse, quella silenziosa, con il pistacchio che le rendeva marziana una mano, pareva avesse avuto un incontro ravvicianto del terzo tipo.
Il terzo tipo forse, era lui. Gli occhi, luminosi e lucidi, lo fissavano.
Si fermò, si chinò e, istintivamente, le leccò la mano che non ritrasse. Un gesto folle, improvviso che provocò le risa dell'amica.
Dopo non ci furono più parole nè sassi, solo sguardi, sospiri, risa e rinnovamenti.
E il gelato?
Non smise mai di sciogliersi dipingendo di verde le mani, le lingue ed ogni loro bacio sul rosso dello sfondo.

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