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La mia disfatta
Scritto da Darknotice
Categoria: Poesia - Altro
Scritto il 03/04/2013, Pubblicato il 03/04/2013, Ultima modifica il 03/04/2013
Codice testo: 3420131257 | Letto 679 volte

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Nota dell'autore Darknotice:
La mia disfatta

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Ed odo adesso il suono dei tamburi, che annunciano insolenti la disfatta
il regno è perso e persi sono i muri, coperti ormai da carne putrefatta,
a stento riconosco i miei soldati, su cui le mosche volano ronzanti,
tra i vermi e sopra gli arti già spolpati, da quegli infami esseri striscianti.

Il puzzo della morte mi pervade, mentre imbottiglio il sangue dei caduti,
raccolto dalle pozze sulle strade, strizzato via dagli abiti imbevuti,
carezzo con le dita quell'essenza, che diede vita ai cuori disseccati,
che giacciono ora privi di esistenza, in corpi brutalmente mutilati.

E scosto le carcasse dal cammino, così che mi sia dato di fuggire,
ed il nemico è sempre più vicino, ogni suo passo posso già sentire,
finché nell'aria il pianto di un neonato, attira la mia rabbia e il mio furore,
lo cerco e infine esulto, l'ho trovato, lo soffoco ed in breve crolla e muore.

Lo butto a terra e in fretta mi allontano, ho agito scaltramente e ne son certo
quel sacrificio non è stato vano, quel grido mi portava allo scoperto,
e corro adesso fuori dal mio regno, vestendo cenci e stracci che ho rubato,
la mia corona l'ho lasciata in pegno, ai morti che per strada ho calpestato.

Ed ora che di me non resta niente, e ho ucciso anche il bambino che son stato,
per seppellirlo in mezzo all'altra gente, nel mondo al quale mi ero incatenato,
mi trovo a rimirare gli invasori, riflesso inconscio della mia natura,
che con le mie fattezze e i miei colori, han sparso dentro il cuore la paura.

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