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il cielo blu
Scritto da Aluisio
Categoria narrativa, genere altro
Scritto il 03/05/2017, pubblicato il 03/05/2017, ultima modifica il 03/05/2017
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Vacanze in dolce lucida follia

Il cielo blu

- Ma la realtà Aluisio era davvero triste, infernale: il buio gravoso della miniera a 800 metri di profondità il pericoloso gas Grisù inodore altamente infiammabile ed esplosivo, anche se tenuto sotto controllo da una speciale lampada, la lampada di Dary il gas Grisù era il peggior nemico.
Gautier era molto preso dal raccontare la vita dei minatori e della stessa miniera e anche Aluisio ascoltava con interesse.
- Tutti gli operai erano abbracciati ad un martello pneumatico anche per 10 ore al giorno, tutti quanti nella polvere nera, mani color carbone, dita color carbone, polmoni colmi di carbone, un inferno! Dopo le prime discese alcuni uomini si rifiutavano di tornarci e rimanevano in stato di fermo fino all’arrivo di un nuovo contingente di minatori. Calò un silenzio quasi di rispetto si sentiva solo il lieve rumore ad intervalli perfetti delle rotaie e il paesaggio di una zona pianeggiante sfuggiva via veloce, il sole era lucente, il cielo blu come non era stato mai, nitido, spezzato solo da qualche nuvola bianca solitaria.
- Loro aspettavano una parola di conforto, ma io, il loro capo, gli negavo ogni soddisfazione e li punivo per ogni banalità. Che mostro che ero! - Ma perché, perché? Lei era così tirannico?
- Volevo tenere alta la tensione, capisce? E così la produttività della mia squadra era sempre la più alta e io feci carriera: caposettore, poi dirigente fino a raggiungere l’apice: direttore generale delle miniere di Charleroi! Poi la pensione e sono rimasto solo, mio figlio lavora in Spagna e mia moglie purtroppo se n’è andata ormai da tanti anni.
- Cosa è successo?
- Un altro uomo e poi la solitudine che mi ha fatto pensare molto alle prepotenze, agli abusi di potere, alle arroganze, alle cattiverie e alle ingiustizie che ho commesso mi sono autocriticato e mi sono visto un essere ripugnante, non pensavo di essere così debole, cosi riflessivo, non credevo di aver avuto rimorsi ed ora da vecchio queste lunghe ombre mi tormentano.
- Lo so Claude i rimorsi fanno male è il doloroso cammino del pentimento. Anch'io posso dirlo anche se sono più giovane di lei, anch'io mi sono molto pentito delle mie azioni e lei Claude è davanti ad un duro percorso di rinnovo della coscienza, la strada del pentimento, può addolcire il suo dolore ci vuole tempo! Il tempo sana tutte le ferite Claude! E nell'autocritica io mi sento negativo e non voglio fare più niente per cambiare la mia situazione ora non sto qui a spiegarle tutto gli dico solo che per me è difficile quasi impossibile cambiare il mio lavoro non mi resta che aspettare, chi sa aspettare avrà quello che vuole. Aluisio cercava di usare parole positive per dare conforto, di solito ci riusciva ma con il signor Gautier aveva difficoltà e mentre parlava pensava che per lui non era proprio così: quali colpe, pentimento, rimorsi no! Aveva solo della rabbia per essere nato stupido, troppo rotondo, come si definiva lui e si sentiva quando parlava e le sue parole andavano bene per un giovane, non avrebbe voluto dire: solo chi sa aspettare avrà quello che vuole Aluisio non sapeva più aspettare con calma e serenità nella casa popolare, in quell’ angolo della città destinato a quelli più svantaggiati ma Gautier neanche lo ascoltava e continuò il discorso.
… ed è in quel momento che il grande padre dirigente, si è fatto sentire ed ora ho deciso di andare fino in fondo con la riconciliazione.
- Il grande padre dirigente, riconciliazione? Disse Gigi in tono stupito.
– Sì! E’ così che chiamo Dio e la riconciliazione deve essere assoluta e totale e per questo che ho iniziato ad incontrare tutti i minatori della mia squadra.
Ho impiegato anni interi: quattro anni fa ho iniziato a viaggiare, prima in Polonia e Russia poi in Italia, li ho incontrati tutti è stato difficile ma poi tutti hanno accettato e hanno firmato la riconciliazione, vede c’è la data ed è anche firmata.
Li ho incontrati per concordare una riconciliazione piena per ognuno dei comportamenti, chiamiamoli forti che ho commesso con loro e tutti mi sono costati in denaro e questa è la firma, ho voluto che scrivessero di loro pugno “riconciliazione accordata” i conflitti son stati risolti, io non devo più niente a questi! E ne lasciavo una regolare copia controfirmata dalla persona.
- Ma cosa significa? Lei ha fatto firmare loro una concessione del perdono pagando per il perdono, questa è una cosa molto stupida, non siate ridicolo. Non siate ridicolo Claude il perdono passa attraverso la contrizione, la preghiera il perdono è Dio a concederlo è Dio che conosce i nostri cuori, Dio sa se siamo umili e sinceri nel pentimento, allora ci da la forza di chiedere scusa alla persona in questione senza tirare fuori i soldi.
Ci fu un altro attimo di silenzio e ancora si sentivano solo le rotaie del treno ma non era più un suono tranquillo come prima per Aluisio tanto era arrabbiato.
- Ma ora vado a Enna dal sig. Spadaro un uomo che sembrava mite invece era un sovversivo non ha mai riconosciuto la mia autorità.
– Una persona veramente sovversiva si sarebbe ribellato ed è poi sicuro che lui accetti, cosa le fa pensare che cambierà idea?
- Deve farlo, deve farlo è l’ultima persona e poi ho finito ma ora finalmente lo incontrerò e gli offrirò un ingente somma di denaro lo farò firmare, tutto sarà chiaro e concordato, tutto, tutto capisce la forza di questa parola? Tutto.
- Ridicolo lei è ridicolo, pensa che in post mortem porterà tutti i documenti firmati con se per farle vedere a Dio e avere una pena mitigata?
Era tanto tempo che non si sentiva così acceso e improvvisamente perse la pazienza, per la prima volta si rese conto di avere a che fare con un disturbato mentale ed era verissimo quello che Jacopo gli disse che la gente con dei problemi nella psiche e nella persona erano molto di più di quanto pensava.

Quelli migliori di lui.

Aluisio sapeva di essere anche lui disturbato mentalmente e nella persona e si ricordò anche del consiglio che gli suggerì Luigi: se vuoi migliorare la tua persona stai con quelli migliori di te, voleva andare via.
– Conciliazione, convinzione, accordi, il grande padre dirigente, sono parole vuote e sono contratti formali privi di contenuto, senza valore ma si faccia firmare quel che vuole così più morirà più tranquillo.
Con un gesto istintivo fa cadere giù i suoi documenti, infuriato si piega verso il basso per raccoglierli ma il signor Gautier con un timbro di voce accesa gli disse:
- Fermo! Non tocchi questi documenti! C’è tutta la mia vita! Tutta la mia vita!
Si aprì la porta scorrevole e il controllore chiese i documenti di viaggio.
- Buongiorno signori! Biglietti prego!
Aluisio pensava che la spiacevole situazione che il revisore gli evitava una era un aiuto divino, pensava alla provvidenza anche in questa circostanza.
- Buongiorno! Ecco il mio biglietto.
- Grazie! Signore posso vedere il suo?
Il controllore verificò il biglietto del signor Gautier e disse:
- Zurigo è la prossima fermata fra dieci minuti circa.
Il signor Gautier rispose senza tono gentile:
- Bene! mi preparo.
Il controllore se ne andò, il signor Gautier si alzò, prese la valigia sopra il portabagagli e riordinò velocemente i documenti. Indossava una camicia bianca con maniche corte abbottonata fino al collo, aveva messo un berretto di lino beige e un paio di occhiali con grandi lenti scure, prese il bastone e uscì dalla cabina senza neanche salutare. Aluisio era contento che se ne andava: buon viaggio capo! Gli disse In tono non rispettoso, rimase solo in un desiderato silenzio, stava pensando alla brutta situazione che un intervento divino gli evitò ma una voce armoniosa di donna usciva dall’ altoparlante per annunciare l’arrivo alla stazione di Zurigo da li a dieci minuti.

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