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Racconti comicissimi
Scritto da Fillo
Categoria altro, genere
Scritto il 03/07/2017, pubblicato il 03/07/2017, ultima modifica il 18/11/2017
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Nota dell'autore: Racconti comicissimi

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di
Lapo Toscano

1. Nick Pierce e il mistero della valle
2. Fiori d’Oriente
3. Il Gruppo del Sorriso
4. Il caravanserraglio nel bosco
5. Cesar e le Ragazze col Ciclo
6. Vita di una periferia fuori di testa
7. Le supercazzate fantastupidose
8. Il Signore dei Budelli
9. Le città uguali e diverse
10. La spiaggiaccia
11. Nick Pierce e il mare dei mostri
11. Nick Pierce e il tesoro supertesoro
12. Feccia da vituperio
13. Medioevali un po’ alla carlona
14. Stranamente star
15. Ricette improbabili nell’universo parallelo
16. Volendo volare
17.Lo sfigato Number One
18. Le città strane
19. Il ritorno di Pinocchio
20. Alfabeto comico per una specie d'amore

Nick Pierce e il mistero della valle

Il fatto che si dovessero incontrare ad un’ora tanto preso al mattino, costituiva una vera grave trasgressione alle regole della vita nella scuola, e di questo Nick era totalmente consapevole. Ma anziché preoccuparlo, e farlo recedere dai suoi passi, la cosa lo eccitava un po’, perché in fondo erano quelle stesse regole la gabbia da cui volentieri sarebbe scappato, e non aveva mai osato confessarlo a nessuno. Non per timidezza, ma perché non sapeva quanti erano abbastanza coraggiosi da capirlo, quanti stolidamente assuefatti da quegli schemi da non capire neppure cosa intendesse dire loro, e quanti erano schiavi di quei rigidi comportamenti al punto che, ritenutisi traditi essi stessi, avrebbero fatto la spia agli insegnanti, costringendolo a una gabbia ancora più serrata, dalla quale sarebbe stato impossibile evadere: la Punizione Perpetua, che sarebbe iniziata con l’annuncio dell’imminente bocciatura, e sarebbe proseguita con uno scambio di posto tra i banchi. Che sarebbe significato dire addio alle trecce suadenti di Elizabeth Roggan, che ogni tanto lo guardava pure, e prima o poi se fosse stato vero ciò che aveva creduto di vedere una volta, gli avrebbe riammiccato. Sì, perché Nick aveva il sospetto di esserle tutt’altro che indifferente. Ed avrebbe anche dovuto rinunciare alla vicinanza dell’amico di sempre Chuck Gozo. E questa era la cosa più insopportabile. Non solo perché lui e Chuck ormai condividevano ogni cosa, dalle scampagnate tra i ruscelli dei Sentieri Proibiti, quelli che ogni genitore prudentemente scoraggiava i figli di mettervi piede, in qualsiasi ora del giorno e pure se accompagnati da qualcuno più grande. Erano nate parecchie leggende sui Sentieri. Chi diceva che si sarebbe arrivati fino ad una grotta dove dimoravano pipistrelli enormi grandi quanto grossi pachidermi, chi pensava si sarebbe finiti al Polo Nord scivolando su una calotta di neve consunta ormai ridotta ad una lastra, e che si dovesse perfino stare attenti che non si infrangesse, tanto l’avevano resa sottile anni di passi furtivi, e c’era persino chi pensava che quel percorso fosse stato tracciato anticamente, e che potesse condurre a un tesoro di pirati! Se la cosa poteva essere ridicola per uno come Peter Roggan, il fratello di Elizabeth, che spesso abitando nei pressi scoraggiava chi vedeva prendere quella via, persino gli adulti, salvo poi lasciarli fare se gli rivolgevano occhiatacce, per un ragazzo dell’età di Nick e Chuck tutte quelle storie nate certo dalla fantasia ma chissà forse anche da esperienze reali, che a viverle li avrebbero fatti trasalire e fatto pompare i giovani cuori a mille, dovevano avere più d’un fondo di verità. Tanto che se Chuck era quello che più di tutti a scuola parlava dei Sentieri, vantando di avere un cugino che vi si era inoltrato per tre quarti di cammino, dovendo rientrare solo per non far tardi a cena, Nick era quello che si era spinto più oltre: ci aveva camminato dentro, e ogni dieci metri aveva conficcato un paletto nel terreno. Vi aveva inchiodato delle bende che cingevano delle borracce, perché temeva che prima o poi sarebbe stato costretto a bere l’acqua dei ruscelli, con dentro chissà forse insetti e microrganismi, tutto uno schifo che avrebbe dovuto ingollare per non morire di sete. Così aveva approntato questo sistema, ed aveva iniziato a non portare sempre acqua da casa, ma a spostare le borracce da un paletto all’altro, togliendo ai marcatori più vicini quell’idrico vantaggio, per trasferirlo alle zone più remote, dove, secondo lui, era più comprensibile che arrivasse ad uno stremo delle forze, e che bisognasse di ogni sorta di stratagemma utile sia perché non dovesse cadere preda di ansia sia per rinforzare l’animo in vista del traguardo. Elizabeth una volta li aveva uditi confabulare dei loro piani, lui e Chuck; perché intendevano anche recarsi insieme, e farlo con l’intenzione di arrivare fino in fondo, per una buona volta. Se avessero convinto anche qualcuno più grande, avrebbe fatto da testimone al ritorno e avrebbe riferito agli scettici della loro classe quanto tutte quelle fantasticherie avessero ben più d’un fondo di verità. Per far questo avevano messo mano alle loro ultime paghette, e anche a dei salvadanai mai scassati per pagare Jimmy Thumbsucker, che aveva solo tre anni più di loro ma poteva andare bene ed essere attendibile come esponente di un dettagliato resoconto. Solo che se avesse richiesto di più, tipo un'alta percentuale sul tesoro, non si sa che avrebbe preteso alla fine del viaggio, e loro non avevano più niente per ricompensarlo, salvo una forma di fiduciaria ipoteca sulle loro paghette, il che non era altro che una promessa riguardo a degli spiccioli…E Jimmy sognava di comprarsi una tavola da surf e di viaggiare per le coste, in cerca delle Grandi Onde. Non si sarebbe abbassato a chiedere meno di un bel po’ di dollari o di manufatti d’oro di vari carati.
Ma voi non capite quello che fate! Andare ai Sentieri proibito! Pensare di farlo, è già sciocco! E poi con Jimmy! Vi darebbe uno sgambetto, vi tasterebbe ciò che avete nelle tasche e vi lascerebbe come pesi morti lungo il ciglio.- previde Elizabeth, perscrutando il futuro.
Ma no! Queste sono fantasie! E poi devi aver capito male, noi non andremo ai Sentieri.
Diciamo che…abbiamo un’idea.-
Ah,no! Ditemi che sono pessimista, ma non che sono sorda! Vi ho sentito bene! Rimproverate semmati voi stessi, se siete soliti esporre i vostri pensieri a voce alta, pensando che non ci sia nessuno.-
Devi aver capito male, Elizabeth.-
Ah, come quella volta che diceste che avreste liberato le rane che il professor Phillips aveva preparato per la vivisezione! Vi sentii anche quella volta, e se non ho fatto la spia quando per punizione tutta la classe ha dovuto metter mano ai libri, in mancanza delle cavie, e ripetere tutta la lettura dei paragrafi per intero, è perché ormai era chiaro che se anche mi avessero creduta, il castigo ormai sarebbe stato universale. Al massimo avrei ottenuto che foste messi in punizione. E se questo bastava al professore, a noi altri non ci avrebbe accontentato!-
Beh, lo abbiamo fatto per le rane. A te piacerebbe che ti si aprisse il ventre e ti venissero esposte all’aria le interiora?-
A questo Elizabeth proprio non aveva pensato, dato che allora doveva prevalere un interesse scientifico per l’argomento. Viste le cose da questa nuova prospettiva, tutto era diverso. Ma una dichiarazione così esplicita le fece venire un conato di vomito, che represse mettendo le mani alla bocca, anche se si trattava di un riflesso incondizionato, un moto della mascella privo di conseguenze peristaltiche. Chuck lo notò, e rise.
Fate come volete! Io e Peter siamo stanchi di occuparci di tutti voi folli. Andate pure. Ma se non tornerete, attenderete che siate ridotti a ossa prima che ci decideremo a venirvi a riprendere. Tornerete dentro uno zaino, o una cassetta di legno. E vi seppelliremo mesi dopo il vostro ultimo respiro, e vi sarà trascritta sulla lapide o la data del ritrovamento o quella della scomparsa, perché quella della vostra fine la saprete solo voi, e sarà tardi!-
Elizabeth Roggan era troppo dolce, perché potesse incutere paura anche questa sua orrida visione di come sarebbero tragicamente finite le loro avventure. Solo Chuck ebbe forse un piccolo brivido. Quanto a Nick, non l’aveva quasi sentita parlare, perché stava ammirando le sue labbra rosse, i lampi nei suoi occhi inviperiti ma pur sempre lucidi e belli, e quella frangetta sulla fronte, che nell’agitarsi le svolazzava, e gli pareva sempre un qualcosa di così femminile e irresistibile.
Nick? Nick!-
Sì, Chuck?-
Hai capito che ci hai messo nei guai? Non se ne fa più niente. Fatti ridare la grana da Thumbsucker.-

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