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RACCONTO FANTASTICO ?
Scritto da serbasciu
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 03/07/2018, Pubblicato il 03/07/2018 21.57.52, Ultima modifica il 03/07/2018 22.04.52
Codice testo: 372018215752 | Letto 168 volte

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Dove si narra la sventurata vita subita da Miele, sposa innamorata del giovane Morte
e dove si narra degli abissi inimmaginabili, densi del buio nerissimo dei loro cuori bruciacchiati, in cui Morte piano piano trascinò Miele.
Breve è la storia.
Si parla di una dolce fanciulla dal nome profumato come il suo cuore,
Miele, e bella come un’onda di radiosa aurora che sprigiona scintille
d’azzurro e d’oro tra gli intricati e misteriosi rami attorcigliati della vita
appesa alla speranza delle nuove occasioni di un nuovo giorno, tanto
da essere sicuramente degna di essere una principessa, senza averne il titolo,
quello che in verità sarebbe dovuto essere il suo naturale destino.
E Morte, il cupo compagno, di riflesso sembrava lucente e magico,
nella sua tunica di lucida pelle nera, tanto da farlo apparire come un
tormentato, ma puro, principe ingannato e abbandonato lungo i bordi
polverosi e aguzzi della selva aspra e impraticabile serpeggiante nella
profondissima vallata del crepuscolo, all’ombra dello sperone di roccia
a forma di aquila mastodontica che si stagliava altissimo sul cielo
a guardia di uno dei confini estremi del reame.
Miele credette che un cuore di principe albergasse in cotanto petto.
Morte si dimostrò spietatamente degno dell’esilio in cui fu lasciato,
solo con le sue cattiverie, violenze, falsità, egoismi, ossessioni,
indifferenza, arroganza, incapacità, malanimo, narcisismo, insomma
il nero viluppo animato e caotico di vermi immondi o di blatte dietro
I suoi insinceri pensieri, dietro il suo cuore di vapore, dietro i suoi sorrisi
sibilanti, dietro le sembianze delle carezze.
E Miele, incapace per sua dolce costituzione, di conoscere e fare il Male,
conobbe e soffrì il Male che non meritava da uno sposo che non meritava
in una vita tempestata di sere e di oscure notti, lontano dalle fonti di calore e
Bellezza che avevano dato i loro migliori frutti e cantato le loro più
incantevoli e profonde canzoni d’aria e di mare per modellare il suo sguardo,
il cuore, la generosità, la solerzia, la dedizione, l’amore, i migliori sentimenti
seminati nella sua giovane adorabile vena pulsante di gioia e di sole.


P.S.
A volte può succedere che capiti qualche storia simile anche nella realtà,
sventurati e ciechi i protagonisti.
Naturalmente è così solo nelle favole.
Nella realtà il Bene e il Male convivono, si alternano, si danno battaglia nello stesso
cuore, nello stesso petto.
Nessuno è solo Bene (o Miele).
Nessuno è solo Male (o Morte).

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