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Di pattuglia : Etica professionale Chronicle Nero
Scritto da Nero di Sardegna
Categoria: Narrativa - fantasy/fantascienza
Scritto il 04/04/2018, Pubblicato il 04/04/2018 12.34.04, Ultima modifica il 04/04/2018 12.34.04
Codice testo: 44201812344 | Letto 154 volte

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Di nuovo il turno di notte mi tocca, ma domani mi sentono in centrale. Il sergente che organizza i turni di pattuglia ha rotto il cazzo, già tre turni di notte in cinque giorni. Deve avercela con me perché pensa che sia colpa mia se il capitano ha saputo che vendeva le sigarette, quelle che sequestriamo ai clan, al mercato nero. “Alberto cazzo! Ci conosciamo da anni non sono stato io a fregarti con il capitano!”, gli ho detto, ma lui niente non mi ha creduto, mi ha risposto tutto rabbioso : “Matteo tu sei un grandissimo figlio di puttana … e venderesti tua madre per ottenere qualche cosa in cambio … ti hanno visto in ufficio dal capitano il giorno prima che mi scrivesse un ammonizione”. Io gli ho spiegato che il capitano mi aveva chiamato quella mattina per farmi annullare una multa fatta dal mio autovelox in dotazione, il veicolo è del figlio di un politico del cazzo gli ho detto. Insomma non ci ha creduto e quindi niente, cerca sempre di mettermi in turno di notte e sempre con delle schiappe o dei pischelli deficienti appena usciti dalla scuola di polizia. “Lo sai stronzo che per colpa tua non posso fare il concorso per passare di grado, quel’ammonizione mi rimane nel mio stato di servizio del cazzo!!!”, questo mi ha urlato quando anche ieri ho appena accennato ad una protesta per l’ennesimo turno di notte … Che pezzo di merda.
Alle dieci prendo servizio in centrale, salgo i tre scalini in marmo grigio consumato che mi portano all’ingresso della guardina dove sono appesi tutti i turni, prendo lo statino con il servizio assegnatomi dove c'è scritto anche il nome del collega che farà coppia con me. Anche stanotte il giro più lungo, da qui devo andare con l’auto di pattuglia a Santa Laura poi Villa del Cedro e poi Guspini, tutti paesi del cazzo dove la gioventù locale si annoia e fa casino con atti vandalici e aggressioni. Avvolte siamo intervenuti per sedare una rissa tra bande di teppistelli di Santa Laura e Guspini. “Ciao Roberto oggi di guardia alla centrale?”, saluto il collega di guardia stanotte, seduto nella guardiola sta guardando la televisione. Roberto alza lo sguardo assonnato: “Ciao Matteo … si oggi tocca a me, che palle!”. “Cosa c’è in tv?” chiedo io, “Ma le solite stronzate … la prova del fuoco dei fidanzati e dopo una trasmissione che si chiama Italia futura”. Vado nel mio armadietto e prendo la pistola, lo sfollagente elettrico , il phaser non lo prendo perché ha la batteria scarica, ieri dovevo metterlo in carica, va be’ pazienza in caso di casini sparo e festa finita. Scendo nel garage dove ci sono le auto di servizio, mi hanno assegnato la macchina di pattuglia 33, la mitica Lancia ZS. Certo che queste macchine elettriche fanno proprio schifo cazzo, erano meglio quando c’erano le macchine a benzina e diesel. Le macchine elettriche hanno bisogno di un sacco di manutenzione e se il generatore non funziona bene la batteria si scarica e ci molla a terra.
Insomma eccomi qui di pattuglia per i paesi del Consorzio, ma almeno questa volta sono con un collega con i contro cazzi come Simon, stanotte non devo fare da mammina a nessuno. “Insomma Matteo hai messo nei casini il sergente, ma di un po’ cazzo … ma a segnalarlo che ci guadagnavi?”, dai tra me e me pensavo con Simon mi potevo confidare, siamo amici e le nostre mogli escono sempre insieme per fare compere e svuotarci lo stipendio con i loro acquisti stronzi da donna, come diciamo sempre noi. “Delle sue trasse il capitano sapeva da più di un anno, ma nessuno l’ha mai voluto confermare, allora mi ha detto … senti Matteo se mi confermi che quel figlio di puttana traffica sigarette e le pasticche di Albatros che sequestriamo agli zingari io ti faccio superare il concorso per diventare sergente … Lo sai che comporta l’aumento di stipendio di ben 135 Sesterzi al mese”. “Secondo te? Che avresti fatto?”. Simon non mi risponde, ma non credo perché disapprova, ma sembra più preoccuparsi di qualcos’ altro … era distratto. “Che cazzo hai … la testa tra le nuvole?” , dopo qualche secondo mi risponde, “Sai che vogliono robotizzare la polizia?”. Mi viene un sussulto “Non dire cazzate?!” , prosegue come se stesse parlando a se stesso, "Si il governo vuole utilizzare i Labor 340 anche nelle forze dell’ordine". “Ma ti sei bevuto quel poco cervello che ti è rimasto, quelli sono robot del tipo Meka utilizzati dall'esercito, sono da guerra, nelle strade farebbero un massacro, hanno il quoziente di intelligenza di una gallina nata e vissuta in un pollaio cagato e oltretutto sono lenti”. “Sei il solito testa di cazzo Matteo, e da una settimana che ne parlano, hanno fatto vedere anche il nuovo prototipo per la polizia tutto verniciato di grigio e nero, insomma i colori della nostra divisa e non mica con i soliti colori della mimetica del cazzo dell’esercito”. “Porca puttana” ho risposto, “Ma scusa Simon tu che sei diplomato è hai un po’ più di cultura di me … sti cazzo di robot come cazzo fanno a distinguere chi è il malvivente e chi e la vittima di un reato?”. Simon mi guarda e si mette a ridere, ma era una risata con quell’ allegria da presa del culo. “Matteo avvolte mi sembri proprio deficiente come quei ragazzini che ci danno da addestrare quando escono dalla scuola di polizia”, prosegue: “Ma noi facciamo domande quando interveniamo ?” ,prosegue dopo una pausa, “Nelle sparatorie e nelle risse prima diciamo polizia tutti a terra poi se nessuno ci ubbidisce iniziamo a sparare a tutti e colpi di manganello in faccia e in testa … ci passano proprio tutti … per fare questo non c’è mica bisogno di un genio. Non siamo più come dieci anni fa quando c’era ancora quella cazzo di Europa Unita e i diritti civili del cazzo”.
“Si va bhe! … Simon però mentre spariamo e spacchiamo teste riusciamo a distinguere chi non centra niente … come anziani, le donne e i bambini ad esempio, abbiamo comunque un etica professionale che i robot Labor non hanno ... quelli sparano e basta!”, in quel momento Simon parcheggia l’auto di pattuglia davanti al solito sporco e schifoso fast food dove andiamo con i colleghi quando siamo di pattuglia, è l'unico aperto tutta la notte. Simon abbassa i finestrini dell’auto e dalla tasca si prende una sigaretta, l’accende e inizia lentamente a tirar fuori nuvole di fumo, le osserva in silenzio forse ragionando su quello che gli avevo detto o forse chi sa cosa la sua mente fusa stava andando a pensare. “Matteo ci prendiamo un panino e una birretta che ne dici?”, la proposta mi fa ricordare che ho fame, “va bene, ho proprio fame sono già l’una di notte è siamo in giro da tre ore, non ho neanche cenato prima di prendere servizio”.
Usciamo dal abitacolo e quando stavamo per chiudere gli sportelli della macchina il cellulare della centrale, che avevo appoggiato nel cruscotto, inizia a vibrare e suonare. “E che cazzo … proprio adesso!”, dico a voce alta e rispondo. Una voce femminile mi parla velocemente: “Ciao bambini siete in giro?”, riconosco la voce e quella della collega Erica che è di servizio alla centrale, “sono Matteo ciao Erica amore mio … non sei a casa da tuo marito a fargli un pompino?” e nel mentre guardo Simon che si mette a ridere. “Ma sei proprio stronzo Matteo, il pompino lo farai tu a tua moglie trans”, mi risponde la collega e mi metto a ridere anche io, si figuriamoci se lei si offende per queste battute del cazzo. “Erica dai dici che ce … che volevamo papparci un panino” ,dico io rassegnato, “Dove cazzo siete?”, “Siamo a Santa Laura”, rispondo. “Bene andate a Villamar nella piazzetta di via Roma, hanno segnalato un gruppetto di ragazzi stronzi che sta picchiando una donna di colore”. Villamar penso, almeno è qui vicino. “Erica non sarà nuovamente la seta di quei fottuti invasati dei Liberatori?”, “Nooo dei balordetti del cazzo del luogo”. “Ok andiamo!”. Saliamo in macchina e Simon mette in moto l'auto.
Mi rivolgo a Simon e li dico un po’ divertito, “Una donna di colore? Sarà sicuramente una puttana!”. Simon mi risponde in tono sarcastico, “Certo sarà sicuramente una puttana! Sei così razzista e stronzo che prenderesti un 'Black&White' su due bicchieri diversi”, poi prosegue preoccupato, “speriamo invece che non la riducano troppo male altrimenti ci tocca scortare l’ambulanza al ospedale, stare li tutta la notte aspettando che la visitino e che ci rilasci una denuncia”. “Simon pensavo … che dici se domenica andiamo con le mogli a mangiare fuori? Magari in qualche ristorantino vicino al mare?”.

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