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Loredana e francesca contro le gemelle elastiche
Scritto da bizzarre
Categoria narrativa, genere erotico/romantico
Scritto il 06/11/2017, pubblicato il 06/11/2017, ultima modifica il 06/11/2017
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Loredana e Francesca s’erano preoccupate di parlare a voce bassa, ma con i loro bisbigli avevano finito per svegliare la piccola Monica che, alzatasi dal letto, aveva indossato le sue pantofole e s’era portata sul balcone.
Era una splendida notte d’estate e la ragazzina, nascosta dietro una sdraio, aveva iniziato ad ascoltare i dialoghi delle due conversatrici.
- Io penso che la maniera migliore per prevalere sulla propria rivale sia quella di cingerle il collo con il braccio destro ed impedirle di muoversi.
- Mi dispiace smentirti, ma io sono dell’avviso che una buona dose di sonnifero sia più efficace.
- Una dose di sonnifero?
- Proprio così.
- Spiegati meglio.
- Si tratta solo di ingannare la propria antagonista.
- Va bene, ma come?
- Le lasci credere di avere vinto poi, nel momento in cui abbassa la guardia, le premi un tampone imbevuto di narcotico sul volto. Vedessi che scene.
- Lo hai già fatto?
- Certamente. Pensa che la mia ultima vittima era una patita del judo e, sicura di potermi dominare, mi aveva invitata ad una gara da disputarsi in casa sua. Era seduta sulla mia pancia e stava telefonando all’amica del cuore quando l’ho abbattuta come un fagiano. Ho ancora in mente il momento in cui il cellulare le scivolava languidamente tra le mani. Non ti racconto poi, quando si è svegliata. Legata mani e polsi e con l’aria da bambina spaurita, sembrava pronta per essere cucinata.
- Devo ammettere che se funzionasse davvero sarebbe una tecnica piuttosto interessante.
- Credimi, e’ eccitante da morire.
Monica aveva deglutito più volte. Quei maliziosi resoconti, uniti alla speranza di vedere una di quelle dispute, avevano iniziato a provocarle dei lievi giramenti di testa.
La ragazzina se ne era ricordata all’improvviso.
Sul parapetto del ballatoio era montata una telecamera digitale collegata ad uno schermo piatto.
Brava mamma, non potevi avere passatempo migliore del riprendere il giardino circostante.
La fanciulla aveva direzionato l’obiettivo verso le colloquianti che, irrorate dalla luna, erano apparse sul monitor.
Monica le aveva osservate attentamente. Loredana, la sostenitrice della tecnica scorretta, era bionda, aveva due splendidi occhi azzurri ed indossava un malizioso completo formato da canottiera e minigonna a righe orizzontali. Francesca, la titubante, aveva i capelli neri, gli occhi verdi ed un sensuale completo con minigonna nera. Avevano poco più di vent’anni e vestivano delle ciabatte infradito, adornanti le splendide gambe abbronzate, pigramente adagiate sull’erba.
La mora aveva iniziato a convincersi.
- Sto cominciando a pensare che tu abbia ragione. Potremmo usare il tuo sistema in occasione della gara contro le gemelle elastiche. Sono molto forti, ma, grazie alla tua tecnica, avremmo buone possibilità di spuntarla.
- Speravo che tu lo dicessi. Quelle due riescono a contorcersi in delle posizioni talmente assurde da sembrare dei serpenti.
- Dobbiamo batterle. Ci hanno sfidate a causa di due paia di scarpette da ballo ed non ho alcuna intenzione di cedere.
- Hai ragione, ti ricordi che, nonostante fossimo arrivate per prime, pretendevano che la proprietaria del negozio le vendesse a loro?
-La signora non ha ceduto e loro, il giorno dopo, ci hanno sfidate in una gara di lotta
- Ci difenderemo, questo è poco, ma sicuro.
Monica ci aveva sperato e alla fine era stata premiata.
Le due ragazze avevano svelato l’ora ed il luogo dove si sarebbe svolta la contesa.
- Volevo ricordarti che la sfida si terrà domani sera sulla pista sintetica.
- Non preoccuparti. A mezzanotte sarò lì pronta ad affrontare quelle due burattine di gomma.
- Sarà eccitante lottare vicino la riva del mare.
- Mi vengono i brividi già da adesso.
La fanciulla aveva trattenuto a stento un grido di gioia.
La pista sintetica, costruita sulla spiaggia, si trovava a due passi dalla sua abitazione. Non le sarebbe stato difficile, quindi, uscire di nascosto e godersi lo spettacolo.
Nell’aria era tornato il profumo dei fiori, lo stridio dei grilli era diventato più forte poi, le due ragazze s’erano dileguate nel buio.
Era accaduto il giorno seguente.
Monica s’era recata in casa di Daniela, la sua amica del cuore, e le aveva svelato l’intrigante segreto.
Le due avevano confabulato a lungo poi, il sabato sera, come d’accordo, avevano raggiunto il luogo fatidico.
La luna era sorta da poco ed una leggera brezza rendeva l’aria più fresca.
Monica e Daniela avevano guadagnato un punto dal quale era possibile scrutare la zona di battaglia e, adagiatesi sulla sabbia, avevano atteso l’inizio delle ostilità.

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