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DWARFS KILLER
Scritto da paolo s.
Categoria: Narrativa
Scritto il 06/02/2018, Pubblicato il 06/02/2018, Ultima modifica il 06/02/2018
Codice testo: 622018145425 | Letto 163 volte

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Scavalcata la recinzione, si accovacciò in un angolo buio al riparo di una siepe di bosso per riprendere fiato e controllare che niente avesse turbato l'immobile oscurità di quella casa. Una fiocca luce proveniente da un lampione di strada a qualche metro dal giardino gli permise di individuare l'obiettivo nell'identica posizione nel quale ricordava di averlo visto dopo l'ultima ricognizione. Era disposto a semicerchio in perfetto ordine gerarchico attorno ad un roseto di grandi dimensioni e nell'incedere sembrava volesse proteggere la rigogliosa fioritura di quella magnifica pianta.
Impugnò la mazza e si avvicinò carponi fino al cospetto di Doc immerso fino agli occhi semichiusi nelle sue dotte disquisizioni. Il colpo lo raggiunse fra capo e collo frantumando in decine di cocci la sua pomposa erudizione. Grumpy smise di brontolare solo quando il colpo lo raggiunse in pieno viso demolendo l'ipertrofico nasone e il suo carattere malmostoso. L'indole allegra e ridanciana non servì ad Happy per evitare la demolizione del suo cappello marroncino e di tutto quanto stava sotto. Forse Sleepy, nel suo perenne dormiveglia, non si accorse neppure di essere andato in frantumi. Sembrava sorpreso e intimidito Bashful dell'attenzione a lui dedicata e non capì mai l'essersi ritrovato in mille pezzi. Fu come l'implosione del suo ultimo devastante starnuto a condurre Sneezy dove giacevano i suoi compagni.
Ebbe un attimo di titubanza davanti all'ultimo. Quel suo continuo gesticolare e il sorriso da ebete disarmavano qualsiasi violenza nei suoi confronti. Vide una luce filtrare dalle imposte di una finestra al piano superiore, decise di risparmiare quel tenerone indifeso, si acquattò e velocemente corse verso la recinzione, si fermò a metà strada e tornò sui suoi passi. La violenza con la quale colpì Dopey fece volare la testa fra i boccioli di rosa. Scavalcò la recinzione e scomparve nel buio della notte.
Attese il giorno successivo per leggere il giornale. Nella pagina di cronaca locale un titolo su due colonne denunciava l'ennesima strage di Nani da Giardino ad opera di ignoti. I carabinieri sospettavano di una banda di teppistelli, già responsabili di aver causato danni all'arredo urbano.
Il suo compito in quella provincia era terminato. Tutti i quattordici obiettivi individuati in quelle zone erano stati raggiunti. Prima dell'inverno si sarebbe trasferito in città, aveva letto dei sempre più numerosi Babbi Natale che sotto le feste natalizie si arrampicavano impunemente sulle facciate dei palazzi. Occorreva preparare una differente strategia e armi diverse per contrastare il fenomeno.


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