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L'Uomo Cervello
Scritto da Fillo
Categoria narrativa, genere
Scritto il 06/05/2017, pubblicato il 06/05/2017, ultima modifica il 06/05/2017
Letto 31 volte

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Era nato così, e chi lo generò fu il primo ad accettarlo per come fosse. Essere diverso non lo impacciava, né lo inorgogliva. Solo, non capiva perché molti lo trattassero in quel modo. Ossia mai rivolgendosi a lui per proporgli qualcosa, mai coinvolgendolo in qualche attività normale (e questo con la scusa che lui non lo fosse, normale, affatto...), mai dandogli occasione per mostrare di essere, almeno in parte, come tutti.
Alvaro Lepori aveva...una grossa testa. Questo era il fatto.
Enorme no, non tale che paresse un alieno. Ma grossa sì. Tanto, e troppo.

Ora, non è che paresse tanto intelligente, quanto era...diverso. Non risolveva in un lampo enigmi, rebus, sciarade. Non possedeva un sesto senso. Però, delle percezioni inconsuete, sì. Ed esse dovevano avere un qualche valore, se chiunque avesse parlato con lui a lungo attestava che i suoi discorsi erano interessantissimi, e pareva avere la chiave per capire molto del mondo. O ogni cosa...Però chissà che vita faceva! Le ragazze, erano sì ammaliate, ma dopo un po' non gli davano corda, perché non credesse d'aver fatto colpo. E lui dalla rabbia stracciava e bruciava delle carte su cui aveva appuntato un nuovo teorema, magari sensazionale, ripromettendosi, per ripicca, che non lo avrebbe riscritto per alcun motivo. Finché l'Uomo Cervello non incontrò una come lui. Alfonsina era una “da cento e lode”. Super intelligente e colta oltre misura. Solo, aveva un capo molto minuto, non era proprio come lui in tutto e per tutto. Però le cose andarono bene. Finché non gli proposero di farsi ridurre il cranio con una pozione eccezionale. Alfonsina, atterrita, pensando che la cosa potesse anche non andar bene, che ci fossero degli effetti collaterali irreversibili, sostituì alla mistura portentosa della semplice acqua, ugualmente trasparente e inodore. All'Uomo Cervello il capo crebbe ancora, con quell'accorgimento sconsiderato.

- Allora, tu sei un Uomo Pianta! Ecco cos'è il guaio!-
- Se continuerai a innaffiarmi, mi ridurrò a un vegetale, allora!-
- Aspetta, so cosa fare. Vieni con me.-

Alfonsina portò Alvaro in una sauna.
Il suo compagno si sciolse, disidratandosi nella giusta misura.

- Oh, a saperlo, potevo farlo molto prima!-
-Sì, ma tu avevi molta testa, davvero, ma non così tanto cervello, come credevi!-
-E tu come fai a tenerne tanto, in così poco spazio?-
-E' perché tu sei un uomo. Io sono una donna.-

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