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A BALL OF FIRE
Scritto da d Artagnan
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 07/10/2017, Pubblicato il 07/10/2017, Ultima modifica il 07/10/2017
Codice testo: 7102017171113 | Letto 130 volte

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A BALL OF FIRE
«Capitano Sperelli, so perfettamente che è un sacrificio quello che le chiedo, la sua licenza dovrebbe partire già da oggi, ma cerchi di comprendermi, il maggiore Casati, di turno oggi con il tenente Gobbi per la ricognizione ha un attacco di febbre, e non ho altri ufficiali a disposizione…. e poi lei è l’unico che può tenere a bada l’esuberanza del tenente Gobbi».
«Ho capito, signor colonnello, ho capito…. qui si liscia il pelo del cavallo e poi si dà giù di nerbo».
«Come dice, capitano ?», chiede incuriosito e alterato il colonnello Conte al giovane pilota che sta davanti a lui.
«Niente, niente, è solo un vecchio proverbio delle mie parti», risponde rassegnato Alessio Sperelli, irrigidendosi nel saluto militare e uscendo dall’ufficio del suo comandante.
“Like a ball of fire, my love like a ball of fire”, canta il cd inserito nel lettore poggiato sul tavolino a bordo piscina di questa villa isolata sulle Colline Metallifere, tra Siena e Grosseto, mentre Angelica agilmente si arrampica sulla scaletta per uscire dall’acqua.
È bellissima, Angelica Del Drago, una ventiquattrenne con un fisico mozzafiato, rampolla di una nobile famiglia senese che affonda le sue radici nel Medioevo, i primi documenti che riportano questo nome risalgono al X secolo, quando un tale Jacobus Del Drago vendette un podere di Asciano a un abitante del luogo malauguratamente rimasto ignoto.
Angelica Del Drago è di una bellezza essenziale, nobile, il suo viso, perfettamente ovale, si direbbe uscito da una tela rinascimentale, la pelle candida e la capigliatura rosso ramata denotano l’origine materna, la famosa soprano Sophie Meyer, tedesca. Ma a far risaltare ancor di più la bellezza di Angelica sono gli occhi, verdi, come due minuscoli, profondi oceani, screziati con qualche pagliuzza d’oro. Angelica è consapevole della sua bellezza, ma non la sfrutta per apparire sui rotocalchi o per accompagnarsi a qualche personaggio alla moda, ha un carattere riservatissimo.
Angelica in questo periodo punta esclusivamente sul suo talento di violinista, ha iniziato a pizzicare le corde dello strumento quando aveva cinque anni, diventando una bimba-prodigio, e poi, assecondata dai genitori, ha frequentato scuole di musica, conservatori in diverse parti d’Europa, diventando, a ventiquattro anni appena compiuti una tra le più famose e ricercate violiniste a livello mondiale.
La violinista scalza, viene soprannominata Angelica Del Drago, per quel suo vezzo prima di iniziare un assolo, ogni volta sfila le scarpe e suona completamente scalza, affermando che così percepisce meglio le vibrazioni delle corde dello strumento.
Concerti a Parigi, Londra, Roma, New York, Madrid, Tokio, come solista o accompagnata dalle più grandi orchestre a livello mondiale. Successi dopo successi, una carriera sfolgorante, che però comporta continui esercizi, sacrifici su sacrifici e pochissimo tempo libero, per una ragazza di soli ventiquattro anni, ma Angelica non si sottrae a questi sacrifici, sa che essere la migliore comporta un allenamento ininterrotto.
Per fortuna quest’anno c’è stata questa pausa, tre settimane in questa torrida Estate, la possibilità di rilassarsi, qui, nella casa di vacanza della famiglia, circondata dai suoi cari, i genitori e Marco, il fratello maggiore affezionatissimo, compagno dei giochi dell’infanzia, e amico-confidente di Angelica.
È stato appunto Marco a presentare lo scorso anno ad Angelica il giovane capitano Alessio Sperelli, dell’aviazione, assegnato da poco al 43º Stormo da caccia di stanza a Grosseto. È stato amore a prima vista tra i due giovani, amore a prima vista e purtroppo a distanza, poiché le occasioni di incontro sono abbastanza rare.
In questi giorni di caldo afoso, inedito per questo inizio di Luglio, Angelica passa molto tempo in piscina, ma alle 15.30 di ogni giorno doveva uscire, sedersi sulla chaise-longue e afferrare il binocolo posato sul tavolino, per scrutare il cielo sereno alla ricerca di un veloce puntino che sarebbe transitato presto. È Alessio, al posto di pilotaggio del suo caccia, che con un collega pattuglia la zona dell’entroterra, come è abituale fare in questi giorni di esercitazioni.
Oggi è l’ultimo giorno di esercitazione, ma Alessio non era in servizio, iniziava la sua licenza, domani sarebbe arrivato e finalmente avrebbero iniziato le due settimane di vacanza, loro due soli, e poi un’altra settimana insieme, a Venezia, dove Angelica deve tenere due serate concertistiche con musiche di Bach, Mozart e naturalmente Vivaldi, alla scuola di musica Ca’ del Turco, serate nelle quali Angelica avrà la possibilità di suonare il suo nuovo violino, un Guarneri del Gesù di valore inestimabile, regalo della famiglia per il suo ventiquattresimo compleanno.
Si ode il rumore dei due aerei, e poi compaiono subito dopo velocissimi i due puntini che in una frazione di secondo sfrecciano nel cielo lasciando dietro di sé una scia bianca.
I due aerei fanno una rapida virata e riprendono la rotta del ritorno, sfrecciando nuovamente in vista di Angelica.
Poi, all’improvviso, uno dei due aerei si abbassa un po’, si sente un rumore strano, come colpi convulsi di tosse, e in una frazione di secondo una palla di fuoco abbaglia la vista, una specie di secondo sole, artificiale, brilla per pochi istanti nel cielo di Toscana.
L’altro aereo prosegue veloce verso la sua destinazione, mentre Angelica trattiene il respiro, spaventata e stupita di quanto è successo.
È confusa, Angelica Del Drago mentre rientra in camera sua, prende uno dei suoi violini più belli, un Amati, e si prova a suonare qualcosa, ma niente, il pensiero va verso quella palla di fuoco di poco fa. Prende il telefono e chiama Alessio, ma il suo telefonino è silenzioso…. “Siamo spiacenti, l’utente da lei chiamato potrebbe avere il telefono spento o non raggiungibile”, ripete ipnoticamente la voce elettronica dall’altra parte dell’apparecchio. Angelica chiama Marco, il fratello, per dargli la notizia, e chiedergli di informarsi. Il fratello la rassicura, le spiega che dopo l’accaduto è molto probabile che anche Alessio abbia dovuto unirsi alle ricerche del pilota scomparso.
Il pomeriggio trascorre in un’atmosfera nervosa, Marco è rientrato subito da Siena, dove era andato a trascorrere la giornata con alcuni amici, e ha chiamato più volte la base, ottenendo sempre la medesima risposta: «Siamo spiacenti, non possiamo darle nessuna notizia, l’inchiesta è in corso, verrete informati dagli organi di stampa».
Non resta che attendere, chissà, forse Alessio era già partito per venire da lei e avrà dovuto ritornare immediatamente alla base, e appena sarà libero chiamerà Angelica per rassicurarla.
Il sole sta tramontando, simile a una palla di fuoco, quando sulla strada costeggiata da cipressi altissimi che conduce alla villa dei Del Drago transita un’auto dei carabinieri, si arresta a breve distanza dal cancello aperto, ne scendono due ufficiali, un uomo e una donna.
Angelica si presenta sulla soglia, e l’uomo, irrigidendosi nel saluto militare le dice: «Sono il capitano Gaudenzio Zebro, e questa è il tenente Francesca Loda. Parlo con la signora Angelica Del Drago ?».
«S…. sì…. sono Angelica Del Drago…. cosa…. cosa volete ?», risponde Angelica quasi inebetita.
«Dobbiamo comunicarle alcune cose, spiacevoli purtroppo, signora Del Drago, possiamo entrare ?»
“Like a ball of fire, my love like a ball of fire”, continua a cantare il lettore cd abbandonato sul tavolino al bordo della piscina.

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