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“Tempo D’Autunno.”
Scritto da Mauro91
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 07/11/2018, Pubblicato il 07/11/2018 21.07.54, Ultima modifica il 07/11/2018 21.07.54
Codice testo: 711201821753 | Letto 20 volte

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L’autunno è già cominciato da un pezzo e sembra sia già passata un’eternità dal suo inizio. Molte foglie di vari colori, gialle, rosse, ed alcune già secche sono cadute giacendo ora ai piedi degli alberi su cui, fino a nemmeno tanto tempo fa, avevano trovato rifugio. Ed ora, quei rami, una volta forti e rigorosi e pieni di verdi e vive foglie, si trovano quasi vuoti e rinsecchiti e quasi privi di senso vitale. Ma dell’autunno una cosa interessante è lo spettacolo dei colori che ci circondano: i boschi, ben visibile sulle vicino colline e montagne, sembrano dipinti appositamente da pittori, per i vari colori delle foglie ancora attaccate agli alberi. E potersi trovare ad ammirare questo spettacolo della natura, è a dir poco sensazionale: questa prima bruma che lentamente sta scendendo dalle colline circostanti dona quel tocco magico a tutto ciò. Si possono scorgere per bene, seppur lontani, i contorni degli edifici, delle fabbriche, delle montagne e colline, ma non si riescono a vedere i piccoli particolari, che rendono ogni cosa unica. E non sembrano reali nemmeno i grandi prati nelle periferie del paese, in cui da bambini e ragazzetti, insieme con altri ragazzi della mia generazione, trascorrevamo spensieratamente i pomeriggi.

Ed osservando il panorama intorno, cammino per queste strade, su cui per anni, prima d’ora, ho già camminato e vissuto gli anni più belli della  mia vita. Vecchi ricordi di visi e voci di persone entrate nella mia vita si intrecciano tra loro; persone con cui ho stretto legami, che ora vanno oltre a quella che anni fa si poteva definire amicizia adolescenziale. Altre sono persone da cui, il corso della vita, col passare degli anni, ci ha fatto separare, alcune definitivamente, ed altre solo fisicamente. Nei miei pensieri, mi chiedo perché dei tanti che insieme ci siamo divertiti ed in gruppo siamo cresciuti, pochissimi ora al nostro paese natale si rimasti fedeli, senza tradire le proprie origini? Perché mai, dopo anni, questi tradimenti e fughe, seguiti da insulti e scherni al paese natale? A queste domande non so dare risposte. E forse è meglio così.

Ed è proprio ai grandi prati appena fuori dal paese che ora mi trovo, dopo aver camminato per le vie del mio paese natale immerso nei miei pensieri. Mi fermo, e lentamente su me stesso mi giro: nella bruma sempre più fitta, che ormai sta quasi diventando nebbia, e nel buio del tardo pomeriggio che avanza, vanno a ripararsi immagini varie, che subito prontamente riconosco: sono i ricordi, che ancora mi perseguitano. Cerco di lasciarmi il passato alle spalle, vecchie voci e vecchi momenti alla mia mente ritornano e persistono: nulla mai potrà liberare, né me né alcuna altra persona, dai bei ricordi che dentro si portano. Ma tutto questo è soltanto un dolce perseguitarmi: è la riprova di un passato che mai mi abbandonerà.

E mentre continuo a camminare per le vie del paese mi accorgo di quanto esso sia cambiato: nonostante mi sia allontanato se non per brevi periodi, qui ho sempre vissuto, ma solo ora mi sto veramente accorgendo di vari cambiamenti, in tutto e per tutto.

E mentre verso casa mia me ne torno, questa lieve brezza autunnale mi riporta alla realtà, facendomi pensare che la bella stagione è ormai alle spalle. Ora è il momento dell’autunno inoltrato ora e dell’inverno poi: sono queste le stagioni del brutto tempo, che invece ci accompagneranno ad una nuova rinascita e ad una nuova vita.

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