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CASTA DIVA
Scritto da luisa
Categoria: Narrativa - giallo/noir
Scritto il 07/12/2016, Pubblicato il 07/12/2016, Ultima modifica il 07/12/2016
Codice testo: 7122016195528 | Letto 597 volte

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Nota dell'autore luisa:
un racconto autobiografico

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Casta Diva
Maria canta ' Casta diva che inargenti.....' e io mi perdo nella musica. La mia amica Laura, che viene dalla città ed è in vacanza, mi strattona un braccio :- Svegliati, Non ti piacerà questa musica che le mie sorelle e io chiamiamo musica del lavapiatti ?.--
La musica viene dal giradischi di suo padre che ama la classica e l'operistica. Non so nemmeno cosa sia ma è una musica che mi rapisce, Laura la detesta perché la sente spesso, ogni volta che suo papà ha un momento libero da passare a casa, ascolta musica.
Finito Casta Diva, attacca Libiamo nei lieti calici dalla Traviata mentre io seduta sulla scala, ascolto beata e vado in estasi con Un bel di vedremo, dalla Madama Butterfly. Sto incollata al gradino di pietra e Laura si stanca di chiamarmi, rientra in casa gridando :- Papà, papà Flavia sta male, ha sentito la tua orribile musica e si è ammalata-- Sento lui che ride, ha una risata fragorosa da persona felice :- Fammi un po' vedere.-- esce e mi raggiunge. Siede accanto a me :- Allora, piccola che ti succede. Laura dice che sei ammalata.--
Non ho molta confidenza con quell'uomo ma dall'alto dei miei dieci anni trovo il coraggio e rispondo :-Non sto male. Quella musica era così bella che mi sono fermata ad ascoltarla.-
:- E quale ti è piaciuta di più ?-
:-L'ultima, l'ultimo disco cha ha suonato.-
:- Era la Madama Butterfly di Puccini.- ( cavolo e chi è Puccini, un signore famoso )
:- Vieni su, mia moglie ti farà veder le copertine e ti racconterà qualcosa. Ti va ?--
Eccome se mi andava. Laura intanto era corsa dalle sorelle per non ascoltare una storia per lei noiosissima gridando a gran voce che ero impazzita. Sentivo le due sorelle, già grandi signorine, che ridevano divertite .La signora Pina mi mostrò le copertine dei dischi, gli enormi trentatré giri. Su uno c'era una signora dallo sguardo severo che si chiamava Maria Callas, un altro con Renata Tebaldi dalla voce d'angelo e mi fecero ascoltare il brano La Vergine degli Angeli, dalla Forza del destino di Verdi. Cantava davvero come un angelo. Per me che l'ascoltavo per la prima volta era come vivere in un sogno. Credo che il mio amore per la lirica sia nato allora anche se Laura mi prendeva in giro ferocemente.
Ogni volta che venivano in vacanza ne approfittavo per ascoltare buona musica che suo papà non mi faceva mai mancare. Stavo nascosta perché non volevo apparire indiscreta, lui teneva sempre le finestre spalancate ed io mi rannicchiavo sul balconcino della casa di fronte. Mi facevo piccola, piccola e sognavo. A volte si affacciava alla finestra e mi chiamava, salivo in casa e sua moglie mi dava dei biscotti. Ma io volevo la musica. Stavo imparando a riconoscere le opere e le voci della cantanti e dei cantanti : Giuseppe di Stefano, Mario del Monaco e tanti altri. Negli anni seguenti imparai anche qualche infarinatura di musica e la storia dalle antiche melodie dei pastori al canto gregoriano e la nascita delle sette note codificate, fino alle prime opere nate in Italia da Pierluigi da Palestrina e il recitar cantando. Il melodramma che nasce da noi e che tutto il mondo vuole.
Per un certo periodo ho frequentato anche il Teatro Regio di Torino e sono diventata esperta di toni, semitoni coloriture e virtuosismi. Riscrivere la storia della musica è fatica improba, l'importante è che nel mio cuore c'è sempre Maria pronta a cantare e una Casta Diva a inargentare la mia sera
Flavia / Luisa

















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