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L'attimo prima della fine
Scritto da Mellon94
Categoria: Poesia
Scritto il 07/03/2018, Pubblicato il 07/03/2018, Ultima modifica il 07/03/2018
Codice testo: 73201813023 | Letto 445 volte

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Penso costantemente al domani:
chi sarò,
quando morirò.
Sento che l'aria che mi circonda è avvilita,
forse dall'olezzo di quella scura veste,
vecchia come il mondo,
che spesso mi ronza intorno.
Ma poi salgo in macchina e parto.
Accendo lo stereo, metto una delle mie solite canzoni
e canto,
si, canto, eppure resto in silenzio.
Guardo la strada,
un verde prato mi si para davanti.
Io sono in piedi su un porticato in legno,
immobile a rimirare una figura femminile che si erge candida al centro.
Non riesco a vederla bene in viso,
ma posso distinguerne perfettamente
la lattea pelle,
il rassicurante sorriso,
i ricci capelli,
rossi come foglie caduche d'autunno
e imperativi come lingue di fuoco tra l'erba secca.
E' Lei.
Eolo la accarezza piano,
si diverte a giocare con il suo vestito color panna,
le scopre le ginocchia,
mi scopro a odiarlo.
Urlo,
urlo con tutto quello che ho dentro:
"ritorna ai tuoi flutti, alle tue vele, alle dolci acque della naiade, madre tua!",
invano.
Mi rendo conto di non desiderare nient'altro che l'amore di quella donna,
nient'altro che il suo corpo:
lei è al centro del mio essere.
Ad un tratto mi guarda,
ed è come se un oceano di passione e di appagamento
mi penetrasse nel petto con forza,
come se mille spade, intrise del profumo dei suoi baci,
stracciassero la mia anima di carta e la ricucissero in un unico momento.
Poi mi sorride…le sorrido,
il mio corpo si fa pesante,
freddo
e
al domani più non penso.

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