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L'ULTIMA SERA (TERZA PARTE )
Scritto da GIUFOR
Categoria: Narrativa - Altro
Scritto il 07/07/2018, Pubblicato il 07/07/2018 18.41.46, Ultima modifica il 07/07/2018 18.54.40
Codice testo: 772018184146 | Letto 195 volte

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Nota dell'autore GIUFOR:
PER MOTIVI TECNICI IL RACCONTO L'HO PROLUNGATO IN QUATTRO PARTI. RACCONTO REALE IMMAGINARIO IN QUATTRO PARTI CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA (CAMEO) DELLO SCRITTORE ROBERTO SAVIANO

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A poco più di un mese dall'arrivo di Gesualdo nell'istituto
" L'Apostolico Lavoratore", nei piani alti della camorra era
giunta voce di questo carismatico ma anche a detta loro
scassa... di Professore, addirittura ne era a conoscenza
la camorra di Casale di Principe (CE) (i famigerati casalesi)
che aveva propaggini anche nel territorio a nord di Napoli.
Questo Professore si stava ingraziando molti elementi delle
scolaresche concernenti tutti i corsi, il rischio era una
destabilizzazione all'interno dell'istituto per "l'equilibrio degli
affari", già l'equilibrio dei loro criminosi affari, dovevano
fare qualcosa per evitare ciò, un episodio fece scattare
una loro "valida" ragione che li spinse ad agire con
determinazione e subito.
Un giorno di metà Marzo, Gesualdo in tutti i corsi compresi
dal 1° al 3° anno, si presentò con l'ultimo romanzo scritto
da Roberto Saviano, dal titolo "la paranza dei bambini" lo
presentò e lo commentò con foga e convincimento...
riassumendolo brevemente, il romanzo descrive ragazzini
"pescatori" che adescano "pescandoli" altri ragazzini per
indurli e condurli sulla strada della micro-criminalità, specie
con lo spaccio della droga, promettendo loro potere con
smisurata e immediata ricchezza, l'istituto ne era un esempio
lampante di questi pescatori e l'abbondante "pescato" che vi
si trovava e che poi veniva immesso sul mercato della morte
certa e inevitabile, forse al massimo potevano arrivare ai 20
anni di vita ma con un vissuto paragonabile almeno ai 50 anni
(inaudito). I ragazzi affiliati ai clan, nella scuola facevano il
bello e il cattivo tempo, frequentavano non frequentavano,
andavano, venivano, entravano e uscivano quando e come
volevano, per tutto ciò i capi clan decisero di dislocare delle
loro fisse vedette, una per ogni anno e corso di frequenza e di
appartenenza e in ogni aula allo scopo di controllare, ascoltare
e riferire tutto quello che predicava il professore Gesualdo ai
studenti poiché non andava a loro assolutamente giù il fatto
che adesso Gesualdo avesse un "alleato" anche se cartaceo
e che ogni camorrista lo voleva vedere morto già da quando
aveva sconvolto lo stesso ambiente camorristico con il suo
primo romanzo "Gomorra".

< Io vorrei che diventaste pescatori di uomini, di veri uomini
per aiutare a salvare questa malata e feroce società e non

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