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ESTATE (capitolo 5)
Scritto da leonardo deck
Categoria: Narrativa - giallo/noir
Scritto il 07/07/2018, Pubblicato il 07/07/2018 19.21.48, Ultima modifica il 07/07/2018 19.21.48
Codice testo: 772018192148 | Letto 37 volte

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Esco di casa reggendo Tony per un braccio. Andiamo nel bar-pizzeria sotto la terrazza prospiciente alla spiaggia, il cui proprietario è il padre di Erica.
Seduti ad un tavolo fuori sotto l'ombrellone vedo Stefano e Marco assieme a due ragazze bionde, forse tedesche, che suppongo abbiano conosciuto qui in spiaggia da qualche giorno. Seduti con loro c'è anche Erica e Spina, sono tutti in costume da bagno.
Marco mi saluta strizzando un occhio, Stefano sorride e le due ragazze guardano verso di me ora, e io faccio un sorriso e mi sento a disagio, prendo una sedia da un tavolo vicino e mi siedo accanto a Erica.
Chiedo a Spina; "Come stai?", e lui mi risponde dopo un sacco di tempo; "Male".
Tony si è tolto i jeans ed è andato verso la spiaggia e suppongo ora stia già dormendo sdraiato in qualche asciugamano al sole.
"Più tardi ti devo parlare, da soli", mi sussurra all'orecchio Erica.
Prendo il pacchetto di sigarette sopra al tavolo e senza chiedere se posso me ne accendo una. "Va bene", dico a Erica, e chiedo se qualcuno a visto Barbara.
"Si sta ustionando al sole", dice Erica.
"Mi ha detto di dirti che sei uno stronzo, se ti vedevo", dice Marco.
"E tu mi hai visto?", faccio io.
"Ti ho visto?", allora domanda lui, alzando le sopra ciglia e allungando il collo verso di me, aspetta che io risponda. Marco è da un po’ di tempo che ci sta provando con Erica.
Spina deve rientrare in caserma a Udine questa sera. Questa è la prima volta che lo vedo da quando è partito per il servizio militare volontario tre settimane addietro. Ha i capelli cortissimi, vicino alle orecchie sono praticamente a zero, è ingrassato e ha l'aria di stare benone, sebbene parli poco e stia fumando ininterrottamente. Accende una sigaretta, fa un paio di tiri e poi prende il bicchiere di birra e manda giù un sorso, appoggia il bicchiere e riprende a fumare e cosi via. Spina sembra semplicemente da un'altra parte con i pensieri.
Mentre gli altri non ci guardano Erica mi dice che questa sera è a casa da sola, i suoi genitori vanno a cena fuori e poi a teatro o a casa d'amici o al cinema.
"Ho qualcosa di buono da mangiare", mi dice e mi fa l'occhiolino.
Sorrido.
Sorride.
"Non venire con Barbara", mi dice.
"Allora, alle nove?", domanda, eccitata, con un filo di voce, e apre la bocca e infila l'indice tra i denti e io guardo cosa c'è per me dentro i suoi occhi azzurri.
Quando torno a casa un paio d'ore più tardi vedo scritto nel muro della sala da pranzo, a grandi lettere rose; "DEVI MORIRE PRESTO".

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