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Un MATRIMONIO sventato
Scritto da Edo-e-le-storie-appese
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 05/09/1970, Pubblicato il 17/12/2002, Ultima modifica il 04/05/2006
Codice testo: 81087363 | Letto 6382 volte

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Nota dell'autore Edo-e-le-storie-appese:
A volte ritornano alla mente le antiche avventure

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Romania

Che bel periodo, aprile 1970, un anno iniziato alla grande, sotto tutti i punti di vista, andava tutto bene , l'oroscopo era favorevolissimo, anche se non ci credo, ma nel contempo, avevo una paura pazzesca, perchè quando va bene, arriva sempre la mazzata .............. poi va male tutto, nota legge di "Murphy"della "Murphyologia" applicata..
Quel giorno d'aprile ad esempio, è stato un giorno del massimo dei massimi, per soddisfazioni personali lavorative ricevute, mi avevano promosso di grado in fabbrica, capo squadra a soli 25 anni, nessuno aveva mai fatto una performance così inusitata, promosso a "responsabile di produzione" per una squadra di 12 persone, ed ero così diventato il caporeparto più giovane in assoluto.
Erano contrari quelli della commissione interna, i vecchi incartapecoriti, agli ordini oligarchici di sindacati interni ottusi, io ho dimostrato,........... con l'odio che ne consegue da parte degli esclusi, che se una persona sà fare il proprio lavoro, con fantasia, abnegazione, velocità ed inventiva, non aveva bisogno di regole sindacali distorte, con cavilli elzevirici, per far rispettare i propri diritti e ottenere vantaggi economici, io avevo a mia insaputa fatto notare tutto ciò.
Quando intraprendo una qualsiasi cosa, avventura, gioco e tutto quello che lo scibile umano può fare, dò, con l'accento, dò sempre il 110%.
Il merito di tutto questo andava, secondo me inscritto, alla relazione amorosa intrapresa un anno prima con una ragazza veramente fantastica, che avrei sposato poi a settembre, perchè dietro un uomo di successo, c'è sempre una gran donna, “checchèsenedica”.
L'avevo conosciuta mentre ero sdraiato su di un lettino d'ospedale, quando ho dovuto farmi operare per un incidente di gioco, avvenuto nella partita contro la Vercellese, in serie D girone A.
Mi svegliavo quel giorno dal coma post operatorio, m'è apparsa questa visione di bionda fatina, è stato tuttuno, avevo deciso, avrei sposato la visione. ( è successo veramente poi)
Ma ecco che alla vigilia di pasqua, il direttore della fabbrica di pullman, di cui ero uno dei 350 addetti, mi convoca nel suo ufficio, con poltrone di pelle umana, di fantozziana memoria, con segretaria assomigliante alla Mariangela Fantozzi, si chiamava Ermengarda, vengo messo al corrente che: si richiedeva la mia presenza in Romania, per comandare e condurre una squadra di istruttori di maestranze, per l'avviamento dello stabilimento di produzione di pullman, colà eretto dalla Fiat, di cui noi... cioè loro... eravamo licenziatari della produzione di scuolabus.
Ero esterefatto ma gongolante, nel senso che il naso fuori dal Italia l'avevo messo solo per andare in Svizzera a comprare cioccolato, non conoscevo la lingua, io conosco si quattro lingue, ma son quelle che mi fanno gli altri quando faccio l'antipatico, vabbeh, conosco l'italiano... così così, il veneto? si me lo sto scordando però, il milanese? L'ho interpreto, la lingua salmistrata ( quarta lingua ) con polenta, una vera succulenza.
E' deciso, dovevo partire da li, a una settimana, scegliendo personalmente gli uomini ( io mi sento ancora ragazzino... boh vedremo)
Tra le dodici persone componenti la squadra, ho voluto anche Marco, lo sfigato della mia compagnia, non era gran che come specializzato ma mi faceva tenerezza, primo perchè tutti lo evitavano ( aveva un alito da far stramazzare un elefante ) e poi la sua prima conquista, l'aveva mollato, sempre a causa < alitazium tremendis > aveva bisogno di staccare dall'ambiente, gli ero amico nonostante tutto, perchè grazie a lui tempo addietro, avevo sgamato la più femminista delle nostre conoscenze, colei che era additata come una virago, una dell'altra sponda, la frantuma maschietti per eccellenza, pensate: erano bastate due frasi giuste dentro una poesia......... e lei come una pera matura... era stata “nientepopodimenoche”... Mia !!! ... Salvo poi ravvedersi e minimizzare l'accaduto, dicendo ch'ero io ad essere stato sottomesso... ben venga sempre, ho pensato senza contraddirla, anche perchè con una mossa di Judo mi avrebbe steso, era un po' un'energumena e mi sovrastava sia in statura che in peso...........anche se il sottoscritto e h-1,70X85-kg.
Due aprile partenza per Timinschoara, ... perchè se era il primo d'Aprile avrei pensato ad uno scherzo, prima però avevo fatto acquisti di jeans, 10 paia, collant femminili velati,10 paia, il tutto per barattare in loco di tutto, dalle femmine, al mangiare e ai divertimenti.
Esempio: per un paio di jeans, una femmina si concedeva per settimane senza colpo ferire, perchè in quel luogo la moneta non circolava sto granchè e la merce scarseggiava nei negozi, oppure era di pessima qualità.
Obbiettivo, insegnare la produzione e la produttività, a delle maestranze abituate al comunismo reale, l'operaio aveva molti diritti, che non avevano effetti sul quotidiano, doveri pochi ma fastidiosi, come le lezioni di politichese da imparare a memoria, andare a manifestazioni con bandiera in mano ecc. in effetti il primo impatto è stato dei più deleteri, noi in 12 facevamo produzione come loro in 30, in più con una qualità nettamente superiore ed in meno tempo.
Ma non è questa la storia che voglio raccontare.
Arrivati nella città Rumena, dove c'erano solo due alberghi, se è così che si volevano chiamare, noi invece eravamo ospiti, due a due, presso famiglie dei dirigenti politici del luogo, quindi eravamo ospiti di sei famiglie.
L'ordine era: Ragazzi adattatevi come potete, non infastidite più di tanto e lasciate perdere le donne, che sono li apposta per accalappiarvi, perchè il sogno di ogni Rumena di allora, è di sposare un italiano, se proprio non ci riuscite ecco a voi una fornitura di paracadute ( ?! ) da usarsi sempre.
Quasi tutti, in quel luogo, strano ma vero, conoscevano a grandi linee l'italiano, soprattutto perchè, non so come era possibile, vedevano le trasmissioni RAI.
La famiglia dove io e Marco eravamo ospiti, era composta da 6 persone, loro abitavano due delle stanze e noi una, la più bella e più grande, peccato che il gabinetto ( cesso ) ce n'era solo uno per ogni piano, di quattro famiglie ciascuna, al quinto e senza ascensore, niente carta igienica, solo con il giornale, anche lui di una carta ruvida, che sembrava vetrata, sai le raschiate?.
Si mangiava malissimo, brodaglia varia, con verdure a navigare sul piatto, pane? se così si poteva chiamare, la carne latitava assai e quando c'era mi veniva voglia di chiamare un patologo per fare l'autopsia.
Ma io mi arrangiavo a cucinare ( avevo una piccola scorta di spaghetti, 10 kg, e 10 scatole di polpa di pomodoro) con molta fantasia le poche risorse disponibili di bassa qualità, così avevo fatto breccia nel cuore di quella famiglia, all'inizio erano un tantino ostili perchè ci avevano accettato in casa "spintaneamente" dal loro commissario politico, in quei posti, a quei tempi, decideva tutto il commissario politico.
I nostri datori di casa, erano una coppia di una cinquantina d'anni, avevano due figlie, di 20 e 22 anni, bellocce, tutte le rumene erano insolitamente carine e disponibili, un vero bengodi per noi italici latin lover, che abbiamo una cosa solo in testa, e la seconda sono gli spaghetti, più due ragazzini di 12 e 14 anni, pestiferi.
Io innamoratissimo della mia bionda fatina, guardavo con distacco simili avvenenze, ma il Marco era allupatissimo, per via della crisi d'astinenza ingenerata dalla sua alitosi/rietà-fognica-non-depuratio.
Dopo 5 giorni di permanenza, anch'io sentivo mancanza di calore femmineo, e così mi stavo ammorbidendo, con le occhiate assassine e lascive della signorina Manuleska, ma senza tentennamenti, mentre Marco era in avanzato stato ( non di decomposizione come odorava l'alito ) di mani in pasta con Mariangiuleska, li vidi tubare, che non è la voce del verbo degli idraulici... io tubo tu tubi egli è un tubo.. No!.
Il lavoro procedeva secondo i piani... ma ne contempo, arriva dall'Italia dopo 20 giorni, l'ordine di rientrare per me, il comando della squadra, andava ad un anziano che mi sostituiva, perchè dovevo improntare un'altra squadra per produrre due Pullman, da esporre al Salone Dell'auto di Torino, il settembre successivo.
Lasciai così la Squadra all'estero e anche Marco non l'avessi mai fatto.
Il lavoro quì in Italia procedeva a meraviglia, erano passati tre mesi dalla missione Romania, ed era il momento di dare il cambio alla prima tornata che era in trasferta.
Tutti avevano accettato il cambio, meno Marco, la cosa mi puzzava, oltre al suo alito, così incaricai un altro mio conoscente, che andava a sostituire un'altro, di informarmi cosa stava succedendo a Marco.
Dopo tre giorni mi telefona il Salvatore ( non quel salvatore ) per dirmi che Marco si era fidanzato ufficialmente con la Mariangiuleska, e che costei... era incinta.
Con tutte le raccomandazione fatte, guarda quel cretino che casino va a combinare.
Ero amico di famiglia di Marco, quindi vado a parlarne con il padre, che però stranamente era contento, perchè era stanco di vedere il figlio atapirato e senza femmina, bene dico io, contento lui contenti tutti.
Però io conoscevo le abitudini di Mariangiuleska e di tutte le ragazze che avevo conosciuto, e sentito le gesta, facevano di tutto, con tutti, e senza precauzioni, perchè tendevano solo a farsi ingravidare e poi sposare dagli allocchi italici, ergo quindi, che si fosse ripassata magari un qualche reggimento, chissà quanti tagliandi avrà fatto ( un tagliando lo si fa ogni 10 km di quel "......" là ). Per non essere prosaico.
Luglio 1970, ci sono i campionati del mondo di calcio in Messico, la sera della finale Italia-Brasile mi telefona il Marco annunciando le nozze, quì in paese per fine mese, così diceva Lui, con i 15 giorni di congedo matrimoniale e i 20 giorni di ferie combinava un periodo veramente eccelso di ferie.
Non mi convinceva la storia, ero preoccupato, così parlandone con gli altri componenti della squadra e agli amici-amiche, sono venuto a conoscenza che: il Marco era stato vilmente plagiato, perchè la Mariangiuleska era si incinta, ma si da il caso che lo fosse, a detta di tutti, con il suo fidanzato rumeno.
Il piano architettato da costei non era nuovo, era già successo in passato con altri ragazzi di qui, la ragazza fornica con un italiano, però è il suo ragazzo rumeno a ingravidarla, poi sposa l'italiano, gli rende la vita impossibile, ottiene la separazione ed il mantenimento, torna al suo paese e vivrà così alle spalle dell'allocco, felice con il suo amore, pazzesco ma vero, ne ho le prove!
Allora dico io : dobbiamo aiutare Marco, ma come ?
Spifferandogli il tutto, ma non ci crede, obbietta l'Aldo, allora dico che: il giorno delle nozze, troviamo un paio di nostre conoscenti con bambino appresso e... pspspspppppppppsssss...
fatto, anzi lo faremo è deciso !

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