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L'INCIDENTE
Scritto da Hermes
Categoria: Narrativa
Scritto il 08/01/2018, Pubblicato il 08/01/2018, Ultima modifica il 08/01/2018
Codice testo: 812018185954 | Letto 86 volte

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Nota dell'autore Hermes:
Ogni nriferimento a fatti realmente accaduti è casuale

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L'INCIDENTE

“Accidenti che buio pesto! Era meglio che stasera me ne fossi stato a casa, davanti al televisore con un boccale di birra in mano e due salatini; invece eccomi qua”. La strada su cui L. stava correndo non era illuminata e una pioggia fine cadeva monotona da un cielo scuro più della notte. E lui non distingueva più le case, le colline. I fari della rade auto che incrociava lo abbagliavano; per un attimo chiudeva gli occhi ed ecco che tutto diveniva un lenzuolo bianco piatto, poi pian piano tornava a vedere il grigio la strada. Era stanco, si passava spesso la mano dalla fronte agli occhi, come a scacciare un velo che calava continuamente sulla sua testa. Poi d'improvviso il cielo e la terra andarono sottosopra; un botto fortissimo, un salto e non capì più niente; d'improvviso gli parve d'essere sbalzato fuori dal tempo. Che faceva ! Quel botto era qualcosa, qualcuno che aveva investito, un animale, un uomo; e allora fermati! Gridò a se stesso; torna indietro, non fuggire. Ma lui continuava ad andare avanti senza voltarsi indietro , verso quel cielo buio, su quella strada che ora d'improvviso s'era fatta più chiara, più liscia, larga, come se la corsa potesse affossare nel tempo ciò che era successo. E andava forte, sempre più forte “Fermati perdio!” ripeté a se stesso. Si fermò; dovette fermarsi perché d'improvviso non sentì più nulla attorno a sé. Ansimava; il cuore batteva a cento allora. Aprì gli occhi e vide un poliziotto che si chinava su di lui. L'agente impartiva ordini ad alcuni curiosi.
“ Presto, chiamate l'ambulanza! Non toccate nulla fino all'arrivo del medico; slacciategli la tuta; girategli la testa che possa respirare. Quel disgraziato delinquente che l'ha investito s'è dato alla fuga”. Lui si vide sdraiato sull'asfalto, a margine della strada bianca ora rischiarata dai fari di alcune auto che s'erano fermate e facevano come un cerchio di luce tutto attorno a lui. Con la punta delle dita toccava il suo sangue. Ora ricordava; non era lui che guidava, lui camminava; non era lui che era scappato; lui era a piedi ; era uscito come solito la sera per fare footing; il suo era stato solo un delirio. Non era lui a guidare l'auto. Non aveva ucciso nessuno. Non aveva ucciso nessuno.
Nel frattempo un uomo s'era chinato su di lui.
“ Guardi ispettore, sembra che sorrida; ma è ancora vivo?”
Era vivo, certo che era ancora vivo; non era stato lui a scappare. Si sentì sollevato. Non soffriva più; non sentiva alcun male. “Ma com'è buio” Emise un profondo respiro di sollievo, chiuse gli occhi e spirò.

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