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Didone Liberata - Atto Terzo
Scritto da Carneade
Categoria: Altro
Scritto il 27/03/2003, Pubblicato il 08/04/2003, Ultima modifica il 04/05/2003
Codice testo: 84127666 | Letto 7187 volte

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Nota dell'autore Carneade:
Dramma teatrale in quattro Atti - Dall'Eneide, un accanito complotto contro accanito Fato. Da Virgilio, la storia di un nobile cuor tradito.

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Atto Terzo
(in sette scene)

Scena Prima

Nave di Enea. Lungocosta cumano. Di notte.

(Palinuro è già in scena, al timone della nave. Entra Enea, che scruta la costa e si avvicina a Palinuro)

ENEA: «Siam giunti dappresso alle coste cumane, io credo, mio fido nocchiere».

PALINURO: «Il mare è propizio. Perché non riposate, mio Signore? Veglierò io sulla rotta che c’assegna il Fato».

ENEA: «E sia, allora.

(In disparte, fra sé)

Or dunque, Numi, io da voi attendo un segno!
Dove posar la mia ancora, io vi chiedo.
La mia amata sposa ho perduto .
Così pure l’ottimo padre .
E nobile Signora ho lasciato .
Per trarre i miei compagni fin su questi lidi.
Or dunque dove posar l’ancora io vi domando, potenti Numi dell’Olimpo…».

(Enea s’addormenta. Poco dopo il suo riposo si fa tormentato ed egli si volta verso il fondo della scena. Questa si fa buia. Al tornar delle luci, pur basse, Palinuro è uscito; Enea vaga ansioso per la scena, come a cercar qualcuno; Un manichino è ora presente nell’esatta posizione in cui egli poco prima dormiva; Creùsa è già in scena, distesa a terra, in disparte, con la veste macchiata di sangue. Entra infine Carneade)

CARNEADE: «La notte porta il sonno.
Questo è fabbrica di sogni.
E talvolta fucina d’incubi…

(Con eloquente gesto, lascia intendere che in uno di questi, è ora trascinato Enea)

La potente Troia è in fiamme.
Enea cerca l’amata sposa perduta, Creùsa.
Ma ella giace estinta…

(Enea scorge finalmente Creùsa, le si avvicina e piange sul suo corpo esanime)

Ed ora qual Ombra gli parla…».

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