Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


LE MIE PAROLE SONO IN SCIOPERO
Scritto da GIUFOR
Categoria: Altro
Scritto il 08/07/2017, Pubblicato il 08/07/2017, Ultima modifica il 09/01/2018
Codice testo: 872017111016 | Letto 229 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Nota dell'autore GIUFOR:
LE MIE PAROLE SONO IN SCIOPERO

1/1

Siamo stufe del tuo esporci, del tuo denudarci e denunciarci, del tuo metodo di decantarci e dello sfruttarci... adesso basta! ne abbiamo abbastanza, con questo nostro esposto facciamo una rimostranza e la facciamo tra di noi in alleanza e con decisione, con piglio, senza alcuna titubanza e nel giusto, per cui incomincia a prendere da noi le dovute distanze e per un attimo tieni il tuo pensiero e la tua mano al loro posto; anche il nostro mentore, il "motivatore", a sua volta dipendente del concetto, si lamenta per il troppo lavoro perchè tu o troppo tardi lo metti o troppo presto lo butti giù dal letto.
Tu ci impieghi con il tuo più stretto lessico, limitato, semplice, banale e a volte giurassico, ma poi ci indottrini in un contesto che giocoforza causa lo straripamento alluvionale mentale dovuto a due cariche deflagranti: una è la rima che è sempre presente e asfissiante, l'altra è la nostra cadenzata sequenza martellante ed esasperante dovute al tuo troppo essere schietto, a volte irriverente e tanto esacerbante. Schiavista! quante deviazioni, quanti fuori pista, quanti fiumi di inchiostro per ripensamenti e impiastri su bianchi e spesso asettici fogli stagnanti, quanti percorsi, quanti concetti, quanti rimorsi e ricordi hai vomitato insieme a rimpianti mai confessati ma solo detti, mai giustificati ma solo sorvolati e maledetti, e noi?... il tuo capro espiatorio! negriero! ci hai portato addirittura a spasso per il Risorgimento italiano, facendoci viaggiare contro corrente e contromano, poi dandoci il dono dell'ubiquità, con concomitanza cronologica ci hai condotto in un altro continente, l'America! tu l'hai fatto con facilità, per noi è stata una grande fatica, abbiamo rischiato molto tra guerre di Secessione, piantagioni di cotone e indiani in ribellione.
Adesso noi ci fermiamo, ci barrichiamo e non vogliamo più continuare, almeno fino a quando non farai come tanti altri autori che abbelliscono le loro parole con virtuosismi stilistici, le acculturano con vocaboli dai significati e termini molto elaborati e mai pleonastici, poi le impregnano di pregiati neologismi e "locuzionati" latinismi intercalandoli con eleganza in ostiche tematiche ma lo fanno con chiarezza e "filosofia matematica" e ancora... con meditato studio, ricerca "internettiana", vissuto universitario, mestiere e collaudata destrezza consumata e mai ordinaria.
Le loro opere sono supportate da commenti pari ai partorientI delle medesime, i stessi sono prelibatezze letterarie, sensazionalistici passaggi di rara terminologia per opere, parole, pensieri e tipologia, il tutto avvolto da inconfutabili verità e in più da preziosi giudizi con relativo consiglio obbiettivo e saggio.
Tu non sei ne un poeta, ne uno scrittore e ne un letterato, tu sei il psicologo di tutte noi, anzi lo "strizzavocaboli", sei il radiologo, ci "lastri", ci "netti", ci porti al massimo della scrematura, noi siamo stanche di tutto questo che ormai dura da tempo ed è una vera tortura.
Alcune parole che sono al servizio dei sopracitati luminari letterati, in un incontro vocale e casuale, l'altro giorno si divertivano a farci del male raccontandoci del loro vivere speciale, e vantandosi delle pregiati vesti dell'alta sartoria Grammaticale che i loro datori di lavoro spesso fanno indossare... dicevano:
" Il nostro autore ci "innaffia" di anafore, aferesi, ossimori e sillogismi validi e concreti, ripudia lo scrittore eristico con le sue teorie, eccessivo negli orpelli sia di contenuto che di grafia, dell'allitterazione ricercata e dell'onomatopea associata in quanto prive di linguaggio vero, solo rumori e suoni, forzati e simulati, invece esso è un asso anche nei giochi di parola, usa con maestria l'annominazione, non sai che spasso e che grande emozione"... tu invece sempre per detta loro sei pernicioso nei concetti e nugale il tuo peso letterario e i tuoi motti, il tuo pensiero aforistico poi è segaligno e sciammannato ed è solo un immane stoltiloquio il finale risultato, poi ti adagi nell'ignavia e nell'accìdia e usi la semantica non sempre in modo esatto, il significato molte volte sbuffa e arranca e l'esaugurazione del tuo tema sempre subitaneo e repentino, sfocia unicamente nel profano con mai niente di divino... noi le condividiamo e siamo gravemente esulcerate da questa vita, insana e da cretine.
" Io sono costernato esimie parole per tutto ciò che avete elencato, dei termini da voi pronunciati non ne conosco nemmeno il significato, non è che li avete un po gonfiati o adulterati? Volete prendervi una pausa di riflessione? andare da altri autori? Fatelo! in non potrò mai cambiare il mio stile e le mie ragioni, le parole che avete sopra elencato, io non potrei mai usarle, non ne sarei capace, non so farlo, io voglio arrivare chiaro e diretto anche con pochi pregi e tanti difetti... e se piaccio ad una sola persona per me è già un'immensa soddisfazione, siccome sembra che piaccia a tre o quattro di persone... credetemi per me è un grande e inaspettato successone e onore.
Care parole andate pure in vacanza se volete, abbronzatevi pure al sole, ma state attente, perchè se decidete poi di ritornare e io di riaccogliervi, dovrete e dovrò sudare il doppio poi per togliere e guarirvi dalle ustioni che l'eccessiva esposizione vi avrà recato con le relative insolazioni che magari vi avranno anche un po sgrammaticato.
Voglio solo aggiungere questo, care parole, qualcuno sicuramente per tutto ciò che avete detto potrà pensare o dire che avete perfettamente ragione... che dite?... ci scommetto? o me ne sbatto i coglioni?

1/1



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it