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Il nuovo corso della poesia
Scritto da Lorenzo il Tosco
Categoria: Poesia - Altro
Scritto il 08/08/2018, Pubblicato il 08/08/2018 16.10.55, Ultima modifica il 08/08/2018 16.38.45
Codice testo: 882018161055 | Letto 168 volte

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Usava un tempo, d'ora alquanto prima
di fare le poesie sempre con rima
e metrica elegante e senza errori
altrimenti dall'arte si era fuori.

Si poteva un poema compilare
anche senza su metrica remare
però il fluire sempre era perfetto
e su questo ci giuro e ci scommetto.

Per cui costa fatica il "metricare"
e non tutti lo vogliono imparare
ragion per cui avvenne grande cosa
e si seppe "poetare" solo in prosa.

Poiché la prosa c'è in letteratura
fu mutata in poesia con grande cura
dagli aderenti molto sfaticati
i quali tosto furono esaltati

da chi ben poco di poesia capiva
ma d'essere lodato questo ambiva
ragion per cui, di metrica ignorante,
andava a capo ad ogni pie' avanzante

scrivendo in prosa, ciascun senso omesso,
però l'andando a capo molto spesso,
ed illuso di far ghiottoneria
che esaltasse senz'altro la poesia.

E questa è la ragione per cui molti
leggono una poesia di versi stolti
e la rima e la metrica davvero
riposan sotto terra al cimitero.

Gridano alcuni insieme ad altri rochi
che in quest'arte sono rimasti in pochi
e si scrive così, non è bugia,
perchè nessuno sa più far poesia

con la metrica e rima, che richiede
cultura ed attenzione, e ciò si vede,
mentre invece ciascuno sembra avvinto
dallo spezzare prosa ed è convinto

di scrivere poesia di grande ampiezza
senza accorgersi che tale immondezza
a un punto solo tristemente reca:
appare a chi la legge una ciofeca!

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