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" Stessa Spiaggia... Stesso Mare "
Scritto da Edo-e-le-storie-appese
Categoria narrativa, genere erotico/romantico
Scritto il 15-08-1998, pubblicato il 16/07/2002, ultima modifica il 13/10/2014
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Stessa spiaggia e stesso mare
Ma che bello, oggi finalmente in ferie, agosto !!! Adoro agosto, tutti al mare a guardar le chiappe chiare, come diceva una famosa canzone, siamo tutti come statuine di cera, bianche, ecco... anch'io, solo soletto spaparanzato sotto l'ombrellone, candido come un soldatino d'avorio, a Milano Marittima, per cercare di mettermi addosso, quel riflesso di bronzo dorato alla pelle, che tanto di moda è.
Non sono certo alle Maldive ma mi accontento, ho un buon libro, tanta fantasia, ci sono belle donne in giro e là le lascio, ma le guardo, voglio farmi una vacanza in relax, sognando magari delle avventure, virtuali e non.. e così... con la fantasia in poppa veleggio verseggiando...
Dalla sabbiosa battigia dal dolce far niente d'incanto son preso dall'onde impetuose, dorata è la pelle dai raggi del sole, defoglio la sabbia dai granelli sottili, da un rosario di perle discerno le rabbie dirado le nebbie demolendo le cozze, nel mio errandare dopo la siesta dondolando pensieri dolciastri di noia, dall'orizzonte lontano disincaglio la mente, da un arcobaleno dai tanti colori dai confini del mare dove nasce il cielo dell'universo intero… ohohoho Dio com'è bello..!... quando nessuno rompe i coglioni !... e così che beffavo la tregua… con un aperto volume, lumando distratto ragazze in costume, spremendo meningi a cercare l'acume, l'ombra si sposta m'acceca quel lume, emigro la riposanda telata postazione, dal libro n'esce furtivo e un po' sornione un griffato biglietto privo d'intestazione, un numero vergato m'attrae l'attenzione, ma guarda cosa mi capita, m’allerto solo per uno stupido biglietto con un numero? neanche fosse quello della lotteria, oppure un biglietto da 500 euro, era solo un biglietto con un numero, niente nomi.... solo un numero, ed è per questo che io fantastico, non è fantastico?
Pisolando alla siesta meriggia, pascolo al guinzaglio delle ore, pregne di sole alla spiaggia, precipitando senza parole, piccole onde s'infrangono, palpeggiando di spuma lo scoglio, piacevole il ritmo ch'impongono, placano la mente in subbuglio, mentre piroettano gabbiani nel cielo, planando a far pasto in loco pescano senza l'ausilio del filo e le prede ingoiate senza informare il cuoco, punge un ricordo sublime, è una pulzella che torna e rivive, è pagina piena di lacrime pure come acque sorgive, è pellegrino fra i sogni perduti e penitenze da tempo scontate pericolando equilibri scaduti, m'appare lo spumeggiare dolce d'un sorriso, intravvedere fa! tutto un paradiso che schietto emerge li proteso nel tuo sguardo d'anelito acceso, mentre accanto a te son li disteso a contemplare con l'animo mio fuso, quel frutto delicato appena schiuso ch'attende d'esser colto dal suo vaso di ricco maggese colà racchiuso, maturo e sofferto ma luminoso dove pascere con lo sguardo oso scrosciando un avulso applauso, di meritoria speme son pervaso, d'incanto in crescendo sono esploso gratificando l'essere mio focoso coprendo così di baci il tuo bel viso, sono ricordi sempre in uso. Pian piano le ore son volate chiudendo le pagine lette, ma la mente ritorna al biglietto precipitato dal libro nel frangente.
Questo libro che stavo leggendo… l'avevo prestato a tre persone... chissà... una di quelle persone era una bella figliola e nel frangente s'accende un lampo nella mia mente… son tre le "possibili", e in più c’è una variante, forse un promemoria a caso li vagante, oppure? lasciato ad arte impunemente.
Leggo d'un fiato, Zero-Tre-Tre-Otto … a seguire, Due-Sette-Quattro-Otto e per finire ancora, il Due-Cinque-Otto, quasi quasi me li gioco tutti al lotto, si ... era sabato e quei numeri, mi attraevano in maniera fibrillosa, non so cosa mi prendeva, ma il tempo c'era per pensare e fantasticare, perchè non farlo? perché non ricamarci una storia, di fantasia, ma prima vorrei vedere come va a finire, o no? In piccolo trotto la fantasia m'afferra, l'abbiocco totale mi culla e mi serra, fantasticando volo in una nuova terra, dove l'avventura soppianta la guerra, m'arrovello a districar lo nodo vario, apro la TV, sono in perfetto orario, estraggono i numeri in modo serio, ho i sensi assai scossi da putiferio, ma non so perché m'agito tanto, ho giocato parecchie altre volte, mai vinto... però mi consolo allora con la solita frase, trita e ritrita, "sfortunato al gioco, fortunato in amore... che sia la volta buona ?''' Però ... quasi quasi... allora… quasi quasi digito il numero e vediamo che succede?...
Chissà, forse è il destino, perchè quel libro dove ho trovato il biglietto, era della biblioteca della spiaggia, dove grandi scrittori e autori, si alternavano nel mese d'agosto per autografare le loro opere, per parlare e discutere ..per pubblicizzare e far comprare i loro libri.
La sequenza giocata non "c'azzecca" il mio sesto senso ha fatto cilecca, mesto m'accascio senza più fretta, digito il numero alzando la "cornetta" Nell'etere vola lo Zero Tre Tre Otto, a rimbalzo il Due-Sette-Quattro-Otto, adesso cicala con il Due-Cinque-Otto, rischio di scatenare un quarantotto? risponde la TIM… Telecom Italia Mobile, numero-composto-non-raggiungibile, riattacco con fare alquanto irascibile, terrò il numero come scorta intangibile, da giocarsi con le varianti a caratura, chissà forse la vincita sarà sicura, oppure fantasticarci su, un'avventura, ma quello che temo sarà nà-fregatura. E si si … i sogni finiscono quando, quando non trovano un appiglio reale, ma fantasticar non nuoce, ma ci riproverò domani, si si ma certo però non lo giuro… Il giorno dopo... Me n'andavo alla meriggia camminata, costeggiando l'alghiumosa risacca salata, ricca di vita, all'odor di cozza marinata, ad incontrar un'amica, ieri sera arrivata, cotonati cumuli grigi striati di bianco, a cornice di quel paesaggio d'incanto, con brezza a rinforzo, folate di vento, trotterello preoccupato ma contento, pensando sempre a quel numero per nulla opulento che: varie volte digito al cellulare, ma sempre è spento quel dannato "essere" tecnologico ciarlante, magari, penso fra me e me, non è neanche nei paraggi il possessore di quel numero, magari è già tornato a casa, e se fosse una Lei? Si perché da quel libro, da dove è scaturito quel numero, era una lettura prettamente femminile, a me piacciono i romanzi rosa e allora riprovo a chiamare... niente...
Sibilava il vento senza confine s'alzava la sabbia fra l'ombreggio, spalmandola delicata e fine sull'ambrate pelli a tatuaggio, s'intrecciavano destini la nel turbine, storie dell'estate all'arrembaggio, spiritose le mie trame birichine strumenti d'anelito e di coraggio, strizzavo l'occhio a signorine sfoggiando fantasie come foraggio, sfoglio i ricordi di quel vagabondaggio sulle note di quell'eterna canzone Sapore di Sale... dove ora veleggio sospirando lieve, mi viene il magone sentendo i profumi di questo mio passeggio, svolazzando nel tempo dell'illusione senza mai venir meno nell'essere saggio.
S_ussurrandoti S_ulla S_abbia

S tringi la sabbia fra le tue mani
S ospirando mentre a me Ti doni
S ussurrandomi quanto Tu m'ami
S ulla battigia poi t'abbandoni

S ilente estasi senza più suoni
S plash down con sentimenti sani
S ollucherandomi con i Tuoi seni
S olleticandoti con baci e affini

S fumando i dolci attimi sublimi
S intesi di vita senza problemi
S fuggendo i deleteri nostri destini
S critti nell'astri da pazzi indovini

S ottraendoci gioie con l'anatemi
S fogliando ciò che sarà il domani
S apendo ch'andrai oltre i confini
S olo perchè non ho più i Tuoi anni

A mezzana distanza, grossi goccioloni, si spengono d'incanto tutti gli ombrelloni, fuggi fuggi generale con una colonna sonora di tuoni, vedo davanti un'esile figura che inciampa e va a ruzzoloni, era una venditrice di cianfrusaglie e la bufera, indifesa la coglie, concitatamente le sue cose raccoglie, ma tutto vola in aria come le foglie, di slancio l'afferro a supportarne il peso, tutto quel fagotto di mercanzia ho difeso, dallo scrosciar improvviso e scosceso, da quell’umido a catinelle da un cielo cupo ed esteso.
Mannaggia, pure il temporale d'agosto improvviso, però guarda caso ho fatto il buon samaritano, ho soccorso una cinesina, che vendeva collanine e faceva massaggi, l'ho fatto di slancio, ma a volte, chi fa del bene, deve sopportarne le conseguenze...e così trafelati a riparar sotto un ampio porticato, da bagnanti bagnati e da militari frequentato, da tergo sento una voce grave: "Alto La"! da un soldatino d'avorio graduato, sentenziando che "Tara" proibita ho trasportato, non afferro all'attimo, bagnate erano l'antenne e quel disquisir saputello del "fante senza penne" con dorata "àncora stilizzata" sulle sue "cotenne". M'apostrofò "trafficante" non ne uscirai indenne! Il Fante senza penne, era un marinaio ( un soldatino d'avorio vestito, con i riflesso di bronzo sulla pelle ) era della capitaneria di porto, l'ho definito senza penne, perchè io ero un alpino e portavo con molto orgoglio una penna… e di tale emblema. ero fiero… al che?! un tantino acceso, risposi per le rime a quel insulto gratuito, personalmente ero senza alcun lucroso fine, ero stato solo gentile a recuperar le collanine all'asiatica donzella, arrivata dal sud-est confine, tutto pomposo il graduato con tre stelline d'oro, m'intimò: documenti !!! la mia faccia era una smorfia d'ignoro e risposi che: sono in di bagno costume, con me... ho solo "Loro" Indicando la "conchiglia", con risate tutte in coro, seguici intimò il fante senza penne con l’àncora stilizzata sulle cotenne! insieme alla tua protetta in gendarmeria!, passando davanti all'Hotel dove alloggiavo, dico: qui c'è la roba mia! controllano i documenti, poi le scuse della capitaneria, é quasi ora di cena, faccio per andarmene via, con nubi in cielo passeggere a spasso per piacere, andavano ad intingersi nelle luci delle sere, riflettonsi nell'onde birichine e vagabonde e nel mio intimo s'infonde una gioia che s'espande, ed i colori all'orizzonte s’adornano d’una allegoria variante con il mio pensiero semovente, ed allora come un mendicante allungo la mia estasi, con dei sogni miei inevasi, che nei giorni miei indecisi molto presto io recisi, ma ecco il tuffo del colore che annebbia quel fulgore chhe da dominatore adorna le mie sere… si… il sole, va stanco a tramontare, la notte bramo forte per sognare, un cielo terso andrà a lacrimare, saette infuocate ed il buio solcare, la ragazza fior di loto, propina le sue scuse, si presenta: Doo Lin Peng, cittadina cinese, proveniente da Canton con sampan Malese, in riviera fa massaggi, ma sogna, un ritorno al paese, vorrebbe ricambiare quella mia gentilezza, collanine o massaggi vuoi? sono all'altezza! solo un grazie, dico, con mano mi fa una carezza, poi, dietrofront, sgattàiolò con elegante destrezza.
Ecco una giornata avventurosa, si fa per dire, volevo l'avventura con un numero sconosciuto, ed invece...
Era il 10. Agosto...S.Lorenzo...le stelle cadenti, i sogni s'alimenteranno al loro cascare...
Oramai il sole s’è immerso sopra al mare con un respiro quasi silenzioso, fra pennellate di crepuscolare distrattamente transita un velo mio ombroso, un verso malinconico richiama la nostalgia di lei così lontana, nascondendo nel silenzio ogni trama, specchiandomi sul viale del tramonto con gli alberi spogliati, m’è sparito quell'incanto degli anni miei svaniti… inciampando sopra al foglio con questi pensieri infiniti… che strana giornata, son le dieci di sera ormai, sono rientrato in albergo dove c'è festa più che mai, curiosi dell'accaduto, l'avventura snocciolai, ricevendo tanti complimenti ... era bella Lei.
La volta celeste si và ad illuminare, desideri s'andranno ad invocare, di mille luci s'addobberà il mare, con barche alla fonda a dondolare i fuochi d'artificio per festeggiare. che notte d'estate! tutta da gustare, manca solo Lei per completare l'armonia che sto a sublimare... Sento il trillìo del mio cellulare, una voce femminile mi chiede: "è Lei che ha tentato di chiamare il mio cellulare? ... si ! rispondo, alquanto scosso e compiaciuto, perché ho trovato un biglietto in un libro con il numero e così ero curioso di sapere chi avesse vergato quella sequenza e lasciato lì in mezzo alle pagine... la signora allora dice, che non c'era nulla di strano segnare un numero in un segnalibro, vorrei conoscerla incalzo io, breve silenzio... poi mi dice: benissimo… si può fare, domani alle nove, davanti al Bagno..."Bar_caccia"...
La notte agitata ho passato, immaginando chissà quale sorpresa, un incontro al buio? Mi si stanno adrenallizzando tutti i muscoli, ed i sogni s'accavallano… nel sonno!...un ricaricarsi lento stimolando idee geniali, sognando con l'incanto svolazzando senza ali e sono come… come dei castelli di sabbia, li ergo e li vivo con amore e con rabbia, non avverati , il tempo li annebbia, castelli di sabbia , del vento in balìa, i granelli come i sogni li spazza via, se bagnati stanno su spruzzando poesia, del vento in balìa , i frullanti pensieri rispecchiano sempre i tuoi desideri, ma i sogni non diventano mai veri, i frullanti pensieri in castelli alla fonda tormentati dal vento sono abbattuti dall'onda e restano spettrali rimasugli al chiar di luna tonda, i castelli alla fonda ancorati poi lasci, ti svegli ad un tratto e per loro intristisci, affiora l'emozione e le ciglia inumidisci, sorvolando pianure verticali saliscendendo con il vento scorazzando con gli angeli sorridendo senza pianto.

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