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Il sistema
Scritto da Lapis
Categoria: Opinione
Scritto il 09/05/2018, Pubblicato il 09/05/2018 13.10.28, Ultima modifica il 09/05/2018 13.10.28
Codice testo: 952018131028 | Letto 1203 volte

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Nota dell'autore Lapis:
Così è se vi pare...

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Ho sempre odiato questa parola, sistema, qualunque cosa rappresenti.
Il primo impatto fu con i sistemi di equazioni matematiche. Due equazioni in due incognite, tre in tre incognite e così via. E poi la loro risoluzione: doveva passare sempre per un metodo, altra parolona antipatica, che forse vuol dire modo di fare; Sostituzione, Addizione, Confronto e Cramer, quest'ultimo un geniale matematico svizzero di Ginevra che forse, e dico forse, voleva aiutarci.
Quando mi tocca insegnare questi benedetti sistemi, ancor oggi dico ai miei allievi: li ho sempre odiati, cercherò di farvi ingoiare la pillola strozzandovi il meno possibile. Ma un pochino la mancanza d'aria la sentirete: è nella natura di queste operazioni cervellotiche.

Ma poi, col passare degli anni, in quanti altri campi trovai questo benedetto sistema: Solare, Fisico, Linfatico, Immunitario, l'Ecosistema, il sistema Operativo, in Informatica ma anche in Psicologia... e, fra i tanti, quello di cui vi voglio parlare, il Sistema sociale, quello che ci fa vivere una vita nella quale la nostra libertà è vincolata, guidata, strattonata da una infernale macchina che raramente ti permette di uscire dai suoi ingranaggi.
Siamo un po' tutti vittime del Sistema, chi più chi meno, e tutti ci sentiamo derubati di una parte della nostra vita spirituale, affettiva, insomma dei nostri sogni, dei nostri spazi, del nostro tempo libero.
Ed allora ecco che questo maledetto sistema un po' lo dobbiamo odiare, almeno un po', per avere la speranza di riuscire a farla franca in alcune occasioni nelle quali la macchinetta infernale si inceppa, quasi per miracolo.
Lo sanno bene i poeti, anche di questo sito, che si rifugiano nei versi proprio per mettere in stallo, anche se per poco, la cruda e nuda realtà del Sistema.
Io ci penso sempre a questo Sistema, perché la mia vera ambizione sarebbe quella di riuscire a cambiarlo, modificarlo, deviarne il corso, anche se in minima parte.
Chi è come me è obbligato a sognare... chi è come me tende ad andare contro le regola e a farsi nemici... chi è come me ha l'arcobaleno nel cuore.
Ed allora ecco alcuni pensieri semplici, stile aforisma, su questo argomento :

Il Sistema è come un Romanzo già scritto, e le pagine sono molte. Ti si chiede di leggerlo, e se proprio ti ribelli perché avresti voluto scriverlo, allora ti è consentito di aggiungere due parole, non di più. Se proprio sei una persona speciale, mettiamo un Genio, o un grande Artista, o un Poeta Illuminato, forse potrai anche scrivere una paginetta, molto più dei comuni mortali. Ma poi ti accorgerai che quel romanzo ha un numero di pagine quasi infinito e, man mano che passa il tempo, esse aumentano. Di te resterà qualche piccola traccia, Genio, di te ricorderanno qualche poesia, Gran Poeta, e di te, Pittore illustre, ammireranno qualche tela...ma niente di più.

Il Sistema è un puzzle di dimensioni infinite, e tu non sei nemmeno in grado di capire quale sarà l'immagine finale, puoi vedere solo alcuni colori. Ti ritrovi nelle mani un pezzo qualsiasi e lo devi sistemare, niente di più. Se sei una persona importante di pezzi ne hai qualche decina, ma nemmeno tu puoi modificare il disegno. Allora può darsi che tu entri nello sconforto, e ti verrà spontaneo di buttare alle ortiche anche quel piccolo pezzo che ti chiedono di sistemare. Per andare dove? Non lo so, forse c'è un piccolo puzzle tutto tuo da fare, in qualche parte del mondo, chissà!

Il Sistema è un gigantesco marchingegno: è dotato di potenti motori che muovono ingranaggi stritolatori, i quali macinano tutto e tutti. Per bloccare queste ruote dentate non basta la forza di un uomo, né quella di mille uomini... serve molto di più, serve convinzione e coraggio, solidarietà umana ed unione di intenti, serve una fede incrollabile che sventoli una bandiera dai mille colori,
ognuno dei quali sembra, nel suo piccolo, un'utopia: uguaglianza, fratellanza, solidarietà, senso del giusto, istinto di libertà, unione fra i popoli. Impossibile, direte o penserete voi. Sì, lo credo pure io, ma crederci almeno un po' permette di sentirsi meno stritolati, meno trascinati, non assoggettati e, in definitiva, un po' più liberi.

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