Cari autori, stiamo riscontrando problemi con l'invio delle email dal sito. Al momento sono quindi sospesi gli invii email delle notifiche di commenti e testi. Nel caso non riceviate l'email di conferma di iscrizione, potete scrivere a staff@alidicarta.it per la conferma manuale.




Ultimi pubblicati  |  Ultimi modificati  | Cerca un testo | Archivio degli autori  | Ricevi il feed dei testi di Alidicarta.it  Feed Rss dei testiRegistrati come autore!

Il twitter degli autori

Caricamento twitter... (reload in caso di blocco)
Fai il login per twittare
mostra/nascondi twitter degli autori


LOVE TRAIN ( amore in treno )
Scritto da Edo-e-le-storie-appese
Categoria: Narrativa - erotico/romantico
Scritto il 24/09/1962, Pubblicato il 08/04/2003, Ultima modifica il 01/06/2006
Codice testo: 96708925 | Letto 4339 volte

Attendere caricamento dei dati...(reload in caso di blocco)

Nota dell'autore Edo-e-le-storie-appese:
E' una avventura vera e vissuta...............

Torna alla prima pagina 1/3 Pagina seguente



Love Train



Anni sessanta, quant'erano favolosi!

Tutti a dire sempre......... " i mitici anni sessanta" ..........forse per chi li ha vissuti quando aveva sui vent'anni, beh si, o no? Comunque le avventure son sempre belle da raccontare, sentite questa: Ora attivo la mia macchina del tempo e mi proietto in data astrale 09-05-1965.......................: Avevo 20 anni allora e tutti li avranno, o li hanno avuti, prima o poi.
Oggi data astrale -09-05-1965................................ è sabato finalmente, sarà una di quelle giornate un po' più riposata del solito, si lavorerà soltanto otto ore, dopo una settimana a cottimo, mi sento spremuto come un limone, dovrò ritemprare anche l'umore un tantino abacchiato, perchè anche la mia ragazza nel frattempo, mi ha lasciato.
Ieri nella casella mia postale una missiva dalla grafia elegante, m'ha freddato per un istante, c'era scritto che:
Caro il mio EDO ho deciso, mi sposo! Sai ho già ventuno anni e così ho deciso, di dare una sterzata alla mia vita finalmente.
Ti ringrazio, grazie di cuore per l'amicizia che m'hai donato, ti chiedo scusa sapendo che mi perdonerai, grazie per i bei momenti, che con te ho passato, ma da adesso cercarmi più non dovrai. Firmato: Samantha!.............. Con l'H.

Finalmente mezzogiorno, ho fame, chissà mia madre cosa mi avrà preparato? Boh, a me va bene tutto, ma ecco la sorpresa, appena varco la soglia di casa: C'è posta per te! (Non c'era ancora L@ Post@).............. M'informa la mamma, ma che cosa succede penso io, la gente non ha più niente da fare ? se non mandare posta?
Speravo fosse la smentita della precedente epistola di Samantha, ed invece c'è una strana cartolina "Rosa" ma non è di una morosa, è un invito perentorio con urgenza, ed è per domani mattina, il ritrovo sarà in quel vecchio locale abbastanza per male, che è il Distretto Militare, in via Mascheroni a Milano, si vede che ha bisogno di me lo stato Italiano, pensai.
La notizia mi sfibrilla il cerebro e l'euforia cancella d'un botto il mio malanimo, sono contento in quanto staccherò dalla solita routine del lavoro faticoso che ho intrapreso, qualche tempo fa, in una fabbrica di pullman, dovevo finire una serie di scuolabus alquanto complicati, io di mestiere faccio il battilamiera sagomatore e tutti i frontali di detti veicoli sono, "anzi adesso diventeranno"............" erano!!!
Di mia competenza, c'è da usare il martello, il manlio le cesoie, la saldatrice, che mi procura ogni volta una cicatrice ecc. da mane a sera con un tasso rumoroso pari a centoventi decibel e un dispendio di calorie pari a ventimila kc (forse sarà esagerato boh) una follia, e solo per qualche oboletto in più.
Poi c'è Samantha che mi ha fatto quello scherzo da prete, dicendomi che si sposa con Virgilio, senza darmi nessun tempo e lasciandomi senza scampo, che periodo agitato, boh! Vabbhè.
Benissimo penso io, mollo tutto, e per quindici mesi di pastasciutta forse non sarà poi così brutta fare il militare in montagna, come recita la cartolina, però io sognavo di farlo al mare: Partenza giorno 10-05-1965........ dalla Stazione Centrale, dove ci sarà la Tradotta Militare li ad aspettare, per poter così trasferire al B.A.R. Julia all'Aquila: il sottoscritto e altri mille commilitoni e diventar così tutti "marmittoni", chissà se dovevo fare il barista? (B.A.R.-Battaglione Addestramento Reclute) Boh! Scherzo.
Eccola la tradotta, una serie di vetuste carrozze "classe legno" dove d'estate vai arrosto, però in compenso geli d'inverno, e secondo la legge delle compensazioni si dovrebbe stare da Dio.
Consegno la cartolina a chi di dovere, salgo sul treno prendendo posto a sedere, faccio amicizia con il mio fare ciarliero, con gli altri sventurati nati nel millenovecento e quarantaquattro, già accomodati. C'è un graduato che da ordini a tutto fiato: Attenzione da questo momento nessuno potrà scendere dalle carrozze, se non al capolinea nella città dell'Aquila, è un Ordine! Vi saranno serviti sacchetti con i viveri, tre volte al giorno e potrete bere dai rubinetti dei cessi, dove c'è scritto "non potabile", non fateci caso e solo a causa delle forbici che non tagliano che non si pota, capito?
In effetti alle porte ci sono la guardie armate e così come prigionieri partiamo all'avventura, dopo otto ore di rottura, per comporre tutto quello sciame di varia giovane umanità, da sembrare solo carne da cannone, in balìa di gente che comanda gridando, senza un nesso apparente.
La tradotta viaggia solo o quasi la notte, per non intralciare così le rotte, dei treni passeggeri, dei viandanti italiani o stranieri e si va a velocità lumachevole, così potremmo ammirare il buio paesaggio, o no?!
Assumo la posizione di una borsavaligia, issandomi sul portapacchi per schiacciare un pisolino, dopo aver mangiato un panino e bevuto un quartino di vino, della razione da viaggio che era in un sacchettino.
Ad ogni fermata un gran chiasso e confusione con dei cori alquanto goderecci e spinti, ci si divertiva a prendere in giro chi vi transitava, i capistazione, ma erano soprattutto le femmine ad essere "bersagliate" ( anche se andavo negli Alpini, non si poteva dire "Alpinate", o no? ) da proposte ed apprezzamenti alquanto pesanti e indecenti, eravamo poi, la disperazione degli ambulanti, con i panini fumanti, perchè si prendeva l'oggetto, poi non si pagava e nessuno che ci inseguiva per via della guardia armata alla porta.
Alla stazione di Bologna, alle ore tre del mattino, il treno parcheggia parallelo ad un altro convoglio, di vocianti creature, in viaggio per la colonia marina in Abruzzo a Silvi Marina, come da cartello appiccicato e da dove si potevano ascoltare, dei cori di voci bianche dal contenuto assai edificante, tanti bambini, ma........wow...... c'erano anche le accompagnatrici affacciate ad ammirare, quella nostra collezione grandiosa, di maschietti rutilanti, vestiti di verde pisello,
quindi eravamo dei bei piselli verdi, ( come quelli della scatola che è scoppiata al supermarket < tutte le cassiere incinte> ) Alcune di queste vigilatrici molto carine, altre un po' meno, ma come noi, anche loro avevano la guardia alle porte, le suore di un Pio Ordine.
Con il mio fare come sempre esuberante, avevo intrecciato un colloquio con l'occupante il finestrino di fronte, si chiamava Margherita, una studentessa che veniva da Padova, una chioma rossa tutto pepe, sembrava una principessa di rara bellezza con tanta tanta dolcezza, ma nel vicino finestrino, c'era un'altra ragazzina, sui tredici anni che rompeva un tantino, e sgridava la Margie per l'atteggiamento poco cònsono ad una educatrice, minacciava di dire tutto alla Madre Superiora, ma la Margherita la zittiva, Zitta!!! Anna!!! Se no con un calcio ti rispedisco a casa !!! Dopo una bella mezzora di frasi cretine e battute spiritose, con minacce alla pestifera Anna, ci si da appuntamento al mare, alla colonia del Pio Albergo Delle Orsoline, in quel di Silvi Marina, fra quindici giorni con la promessa che: .......per lei......... e solo per i suoi occhi ed i capelli di fuoco , sarei evaso, se non raccimolavo un permesso........ lo giuro!
Una promessa da marinaio anche se andavo a far L'alpino.
I treni prendono a muoversi lentamente e così si da l'addio, a quelle occasionali brevi conoscenze, ritornando tutti alla cuccia per fare la nanna.
Ma dopo un'ora circa siamo fermi ancora, in aperta campagna davanti ad un semaforo rosso, ma davanti a noi c'è un altro treno fermo, intuendo chi ci poteva essere la davanti, decido di fare la prima stronzata da militare, ne seguiranno purtroppo altre, mi calo dal finestrino, non prima di aver svitato tutte le lampadine dello scompartimento, con l'aiuto dei miei compagni, di soppiatto m'allontano dal quello scomparto legnoso, cercando di guadagnare la vista dell'altro carro, quello contenente l'altra metà del cielo.
Dopo un quarto d'ora di passo leopardato raggiungo la coda dell'altro convoglio e come speravo era proprio quello della colonia marina, mi avvicino alla quarta carrozza da tergo, dove c'era Margherita, la ragazza conosciuta un'ora prima, busso al finestrino cautamente e fortuna volle di coglierla all'istante, ma sei pazzo! cosa fai qui? Sei proprio un mattacchione, oh mio Dio!
Magie ! devi chiamarmi EDO in pubblico! Non "Mio Dio"...... Dai, ........in privato sarò il tuo Dio....... se vuoi,.......... dai scendi!
Non posso ! ci sono le suore, e c'è sempre quella rompiballe della Anna che mi farà la spia!
Frègatene fai come me, calati dal finestrino!
Non ? Non facciamo cretinate!
La cosa stava andando piuttosto bene, parlava già al plurale! Allora salgo io ......replico.
Non farlo ti prego, farai succedere un quarantotto, ma che cos'hai nel cervello....i criceti semoventi ? hooo...mio Dio..........ma allora sono il suo dio.....bòh?
Ma chi se ne frega dobbiamo cogliere l'attimo fuggente, o no?
Non urlare! Si possono svegliare le suore o i bambini, che e tutto il giorno che fanno i cretini.
Mi aiutarono in due a scalare il vagone, sempre troncando prima le luminarie e senza far troppo rumore.

Torna alla prima pagina 1/3 Pagina seguente



Menu

Home Page
Iscriviti come autore
Scrivi il tuo testo
Forum
Cerca


Pubblicità

Su di noi

Strumenti

Help

© 2001-2018 - Layout, grafica e contenuti sono protetti da diritto d'autore
Vietata la riproduzione - PI:02102630205 Hosting www.dominiando.it