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Intervista a Miriam Ballerini

Categoria Interviste
Inserita da Admin il 14/08/2007 15.22.03 | Fonte: | Link:


INTERVISTA A MIRIAM BALLERINI
“La Casa degli Specchi”

a cura di
Luca Artioli


Continua la nostra avventura alla ricerca di nuovi talenti letterari fra le pagine genuine di Alidicarta.
Credetemi, il “sottobosco” è ricco di voci alle quali bisognerebbe prestare maggiore attenzione! Questo mese, abbiamo incontrato per voi Miriam Ballerini (alias EMMEBI), che ci parlerà del suo libro di maggior successo: “La Casa degli Specchi” (Ed. OTMA, Milano), vincitore del “Premio Michelangelo 2004.
Miriam è nata a Como nel 1970, divide la propria vita fra il “lavoro” di casalinga (smettiamo di dire che non lo sia) e quello di scrittrice, dimostrando ottime qualità artistiche.
La sua narrazione risulta infatti incisiva, fluida e per niente scontata, nonostante la difficoltà delle delicate tematiche trattate.
Ma andiamo subito al sodo. Immagino che siate curiosi anche voi di saperne un po’ di più.

 


1. Ciao Miriam, tanto per rompere il ghiaccio, voglio iniziare questa intervista con una domanda scontata, ma pur sempre importante: perché la scelta di questo titolo, “La Casa degli Specchi”?
Ciao Luca. Non è per niente una domanda scontata, ammetto che sia un titolo strano! Ho immaginato la casa degli specchi, quella dei baracconi, dove riesci a vederti davanti, dietro, sopra, sotto … perché quando si va in analisi, si impara a conoscere parti di sé che non si vedono.

2. La stesura del libro è frutto di una forte esperienza personale, vuoi accennarci qualcosa?
Il libro è nato in seguito a un’intervista con un ragazzo ospite in uno dei presidi aperti dopo la chiusura dei manicomi. Alla mia domanda: “Cosa vorresti dire a chi sta fuori”, mi ha risposto: “Di non avere paura di noi”. Così ho scritto il libro seguendo questo suo suggerimento, cercando di fare avvicinare le persone a chi ha questi problemi.
La maggior parte dei personaggi descritti li ho davvero visti. Poi, per ognuno di loro, ho inventato io una storia.


3. Anna, la protagonista, è reduce da un doppio tentativo di suicidio. La sua voglia di vivere sembra ormai compromessa irrimediabilmente e l’ambiente della clinica in cui viene portata le appare come un “punto di non ritorno”. Presto capirà di essersi sbagliata…
E` stato difficile accompagnare Anna, perché è una persona molto differente da me, preda di un forte egoismo. Ma poi, mi sono ritrovata a seguirla nel suo cammino, nel suo recupero. Fino a farla diventare un aiuto per gli altri.

4. Una delle figure chiave è Dani, l’infermiera di colore. Il suo personaggio assurge ad avere un ruolo fondamentale per il recupero di Anna. Rappresenta il sostegno (prima) e lo sprone (successivamente) per un riscatto verso se stessi e verso il mondo esterno. A tratti, si ha quasi la sensazione di avvertire in lei, nella sua empatia, la stessa voce dell’autrice, protesa a salvare i propri personaggi dal loro destino. È così?
Magari! Purtroppo io non sono così brava! Anche se quando mi viene chiesto aiuto, cerco di fare del mio meglio! Dani è uno dei personaggi che preferisco: sorniona, simpatica, che sa esattamente cosa fare e quando farlo. E mi è piaciuto molto farle dire delle frasi di Marco Aurelio e altri, come aiuto per le sue pazienti.

5. La notte con il suo buio, il mare con le sue onde: due elementi contemplativi, che sensibilizzano Anna a raccogliere in sé i cocci di un passato scomodo, ma che le danno la possibilità di tornare a riascoltarsi, colmando i vuoti lasciati dalla depressione…
Chi soffre di depressione ha bisogno di tempo, per capirsi, per ascoltarsi. Per spiegarsi il perché si arrivi un bel mattino a non avere la forza e la voglia di alzarsi dal letto. Ho parlato di diversi problemi di questo genere, pur non essendo un medico. L’ho fatto contemplandoli dal lato umano. E credo che la pace che solo la natura ci può dare, sia un grosso aiuto per ritrovare se stessi, e la voglia di vivere.

6. “La Casa degli Specchi” ti ha regalato l’emozione di vincere anche un premio come il “Michelangelo 2004”, riservato alla narrativa edita. Ma non è il primo libro a trovare la fortuna di una Casa Editrice, dal 2002 hai pubblicato infatti altri due libri.
Ce ne vuoi parlare brevemente?

Con piacere! Il primo libro è stato pubblicato nel 2002. Si intitola Il giardino dei maggiolini.
Ambientato in un ospizio, dove ho voluto porre l’attenzione sugli anziani spesso abbandonati a se stessi, vede il confronto fra Beatrice, una ragazza adolescente, cresciuta in una famiglia ostica e una vecchina, Luce, la quale le parlerà della sua vita aiutandola a farsi strada nella vita. Il titolo è nato da un racconto di mio padre. Quando lui era piccolo, con altri bambini venivano pagati dal comune per raccogliere i maggiolini che erano presenti in tal numero da danneggiare le colture. Io, personalmente, ne ho visto solo uno in vita mia. Così ho pensato agli anziani, che quando era bambini giocavano coi maggiolini, paragonandoli a essi.
L’altro libro è uscito nel 2003, Dietro il sorriso del clown, e tratta della storia di Ira affetta da attacchi di panico. Un argomento a me molto vicino, visto che anche io, come tantissimi altri giovani, ne soffro. La soluzione? Parlarne e curarsi.


7. So che la tua “gavetta” prima di trovare una Casa Editrice non è stata delle più semplici…
Ho impiegato dieci anni prima di trovare delle case editrici che non si facessero pagare per la pubblicazione. Ho sempre pensato che se fossi riuscita a pubblicare, sarebbe stato quando qualcuno avesse apprezzato quello che scrivo.
E` dura riuscirci in questo modo e ardua la salita in un mondo che ho compreso essere a tinte fosche; ma non sempre.


8. Curi la rubrica delle recensioni su Alidicarta, ma sappiamo di doverti “dividere con la concorrenza”: la passione per la narrativa, infatti, ti ha portato a collaborare assiduamente anche con riviste ed altri siti a carattere letterario. Quali in particolare?
Diciamo che mi do da fare! E` importante farsi conoscere, soprattutto per una persona come me che non è famosa, e che ha ancora bisogno di dimostrare quale sia il suo lavoro.
Le mie recensioni le trovate sulle guide di SuperEva per la sezione giallo-noir.
Sui siti: www.leparoleperte.it
www.letterariamente.it
www.progettobabele.it
Inoltre pubblico sul sito: www.francamente.net
E ho una rubrica tutta mia sul sito di una delle mie case editrici: www.EEditrice.com


9. Oltre ai romanzi, Miriam Ballerini si diletta anche con la poesia. Ripensando alla lettura della “Casa degli Specchi” e ad una vecchia discussione sui nostri forum, mi sorge spontaneo chiederti se possa avere anche la poesia una funzione terapeutica per se stessi e per gli altri?
Credo che qualsiasi tipo di scrittura nella quale una persona ci si ritrovi, sia terapeutico. Lo scrivere è un modo per comunicare con gli altri, per gettarvi dentro una parte di sé; è una strada per l’isola che non c’è, dove inventarsi mondi nuovi. Non credo che si possa mettere un recinto intorno a questo verbo, perché per ognuno di noi è una cosa diversa.
Per quanto riguarda la poesia, mi ci sono avvicinata da pochissimo, non è mai stato nelle mie esigenze scriverne. Mi ritrovo di più nei racconti e nei romanzi; anche se ho scoperto che ci sono cose che possono essere dette anche con poche parole.


10. Infine, il rito al quale nessun intervistato può esimersi. La domanda “tormentone” per eccellenza: a quando il prossimo libro?
Il prossimo libro uscirà a settembre di quest’anno. E` un lavoro diverso dai miei precedenti, perché mi sono cimentata in una raccolta di poesie e racconti. Il tutto impostato a seconda dei vari momenti della nostra vita. Da prima della nascita alla morte. Si intitola Bassa marea.

Vorrei ringraziare Luca per la sua bella intervista e per l’attenzione con la quale ha letto il mio libro. E ringraziare la famiglia di Alidicarta per avermi accolta e dato la possibilità di farmi conoscere.


N.B.: Per acquistare i libri di Miriam, visitate i siti internet www.eeditrice.com e www.agendadeipoeti.com oppure contattate direttamente l’autrice su Alidicarta.

   a cura di
   Luca Artioli


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