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Sean Connery, la spia dalla molte licenze

Categoria Articoli vari
Inserita da Admin il 14/08/2007 15.23.30 | Fonte: | Link:


Sean Connery, la spia dalla molte licenze

Tra i volti più ricorrenti e visti in tv e non, un ruolo di primo piano, spetta sicuramente all’attore scozzese Sean Connery. Connery iniziò, dapprima con filmetti secondari e non decisivi, come naturalmente avviene, nel mondo del cinema; dapprima partecipando a un film Di stampo disneyiano, credo una fiaba per bambini, con cui, iniziò, a mettersi in luce, dando vita, ad una buona recitazione, e sfoggiando già, un qualche talento. Poi, in seguito, ci fu l’incontro, con Alfred Hithcok, il mago del brivido, in un film giallo-trhiller, a fianco di Debora Kerr, nei panni, di una ragazza cleptomane, affetta da turbe psichiche e paure inconsce ed acestrali, dei tuoni e temporali e spinta a rubare, da stimoli mentali ed impulsi predatori, irresistibili. Connery, se ne innamora, l’aiuta a redimersi, scagionarsi ed a curarsi, superando le fobie, e trovando una motivazione, ed una ragione d’essere ad esse. Alla fine la ragazza, messa di fronte, ai propri ricordi dei primordi, rammentando, riesce ad avviarsi sulla via, della guarigione. I due si rimettono insieme, finalmente, vivendo, un esistenza normale. Cala il sipario. Dopo questa parentesi giallista e misteriosa, Connery, prese parte, comparendo in una breve parte, nel Kolossal americano Il Giorno più lungo, ambientato sul ricordo e la riminiscenza, della sbarco alleato in Normandia. L’apparizione in un filmone tanto importante, se anche non diede miracoli, contribuì a far circolare la sua faccia, accrescendone la reputazione, di buon attore. Poi arrivo, finalmente, la fortunata e radiosa gamma film di spionaggio, avvolto da varie componenti, dall’avventura, a buone dosi di colpi di scena , ribaltamenti di situazione, con una buona presenza di un alone di violenza, mistero e suspence. Il tutto, sublimato e galvanizzato da una componnete, di para-scienza o fantascienza, con una nutrita serie di trucchi speciali, che da sempre hanno caraterizzato, i film di James Bond. James Bond, cui Connery ha dato il primo volto, è un agente segreto di sua maestà britannica, un ex guardia marina, o capitano di corvetta di marina, arruolato da Scotland Yard. Il corredo-arsenale di Bond, è costiuito da una Walter-P-P-K, una automatica molto elegante e non di grosse proporzioni, facilmente portatile , il tutto completato da una valigetta 24 Ore, multi-uso, piena di armi cammuffate e mimetizzate, penne con stiletto velenoso, sapone corrosivo, una dotazione di monete d’oro, e una carica di gas esplosivo da una bomboletta intelaiata, e pronta ad innescarsi. Il tutto, compendiato da una macchina sportiva ultra -veloce, una Aston Martin, piena di trappole e diavolerie. Tra cui spiccano, mitragliere dietro i fari, tubi ineittori di macchie d’olio, lancia granate a grappoli, e la capacità dell’auto di diventare anfibia, e trasformarsi in un mini-sommergibile. Amico-assistente e l’inventore eclittico e Leonardesco Mister Q, adetto alle armi e all’equipaggiamento, commisionatogli appositamente, per le bisogne dell’agente segreto. Saltuariamente sullo schermo, Bond, il cui codice è 007, ed ha varie licenze, per le armi ed anche la più oscura, la Licenza di uccidere, si imbatte nelle spie della concorrenza, La CiA americana, di cui conosce e diventa amico dell’agente Felix, ed ha l’aiuto e la simpatia, anche di un agente di colore. Altre volte, incoccia, negli agenti , dall’altra parte della barricata, oltre la cortina di ferro, gli agenti dell’KGB, spesso donne, con cui, ha rapporti, spesso burrascosi. Il primo film della serie, è OO7 Licenza d’uccidere; in cui, Connery è a fianco di Ursula Andress, nel massimo della sua bellezza. ; qui, Bond affronta per la prima volta, lo spietato cartello criminale della Spectre, i cui pilastri basilari si fondono, su terrorismo , estorsione , ricatto ed uccisione. Si tratta, di una sorte di società segreta, una mafia velata e occulta e spietata, un po' come la Jakuza giapponese, e come questa, i suoi membri, sono tenuti ad un obbedienza e fedeltà assolute. Nel film tra vari colpi di scena ed inseguimenti, sul finire, 007, affronta il suo antagonista equivalente della Spectre, e lo elimina; poi si imbatte nel sardonico e perfido Mister No un meticcio, mezzo asiatico , che gli dà del filo da torcere. Alla fine , prevalgono i buoni. Dopo questo lungometraggio, ci fu l’altro episodio Di 007 Dalla Russia con amore, in cui l’agente britannico conosce e s’invaghisce di una bella agente segreto russo in gonnella; anche in questo caso, si assistono alle solite zuffe cazzotti, sorprese e pericoli, contro cui Bond, dà fondo alle sue inesauribili trovate e risorse fisiche e di testa. Anche l’atmosfera, di questo film, è improntato su un ritmo rutilante, con una cadenza di marcia ad effetto e ritmi incombenti e sostenuti, dove ne succedono di tutti i colori, e l’agente passa da un rischio all’altro. Dopo la parentesi filo-russa, viene la volta, Operazione Goldfinger; dove l’agente di sua maestà affronta un malavitoso, che ha stilato un pericoloso piano, per scassinare ed irrompere nella riserva aurea federale di Fort Knox, infettando i lingotti con una bomba all’uranio, per estinguerne il valore, e mettere in crisi il mercato dell’oro, diventandone l’incontrastato padrone. Ma 007, riesce ad disinnescare l’ordigno, dopo aver battuto un enorme omone giapponese in bombetta, suo avversario nell’episodio insieme all’odioso Goldfinger. Finita questa puntata, venne la volta, di Thuderboll operazione Tuono; con l’attore italiano Adolfo Celi, nella parte di Largo, un letale ed infido rappresentante della Spectre; un boss che si fatto costruire una villa protetta e segreta nei Caraibi, e da qui, domina incontrastato padrone, con una vasca piena di squali. Anche stavolta, Connery-Bond, riesce ad averne ragione, del cattivone di turno Largo e squali annessi. Nei suoi film, Bond che è anche un incorregibile Casanova, passa da una bella ragazza all’altra, le cosidette ragazze-Bond, che costituiscono sempre un mondo a parte intorno a cui, orbita la sfera esistenziale, di Bond, e ne costituiscono risorsa e riposo del guerriero; a quel tempo James Bond, era molto maschilista, un carattere che poi di recente, a perso. Dopo l’esperienza con Adolfo Celi, Sean Connery ha rivestito di nuovo i panni dell’agente segreto, nel film, 007 Una cascata di diamanti. Dove Bond, ha dovuto affrontare la terribile minaccia di un laser ottenuto coi diamanti, un operazione nata per volontà criminale di un boss , di origine tedesca. Anche qui, Bond ce la fa dopo acrobazie, piroette ed equilibrismi con moschettoni e cavi, a cavallo di immani grattacieli, e poi varie sciarade con il briccone di turno. Finita la fortunata e dorata serie Bond. Per Connery è iniziata un difficile periodo dopo Bond-non solo Bond, che lo ha visto praticamente ricominciare da capo, cercando con fatica nuovi ruoli a lui congeniali, e nuove affermazioni. Durante questo percorso, Connery ha preso parte al film di fantascienza con Candace Bergen, Zardov. Ambientato su un futuro alienante ed allucinante ipotetico, dove l’umanità è spadroneggiata da spietati eliminatori, (tra cui Connery), che proteggono una razza padrona di aristocratici annoiati, altezzosi e spietati, che si trastullano, a spese , d’una umanità asservita e resa schiava da padroni, che però hanno perso la fertilità. Qui, l’eliminatore Connery, riesce ad insinuarsi tra i padroni, combinandone di cotte e di crude. Come film, non era di alta fantascienza, però era pur meglio di niente. Dopo questo momento, dedicato alla fantascienza, Connery tornò sullo schermo, con un ottimo film, avendo come patner Micheal Caine, protagonisti della storia, L’uomo che volle farsi Re; si tratta di un soggetto un po' esotico, ameno e naturalista, ambientato in un remoto paese vicino al Nepal, vede due amiconi , ex-commilitoni , che dopo anni di vita militare, prendono strade differenti, divenendo due giramondo, due filibustieri e vagabondi, che decidono di fare gli avventurieri, partendo per un paese impervio ed arido, con pochi proventi e dei muli , risolvono di andare a fare i mercenari e gli istruttori militari, vendendo fucili agli indigeni. Dopo aver stipulato un contratto, in presenza di un amico, di fronte a cui, si accordano di dividere ogni provente ed introito guadagnato nella buona e cattiva sorte, prendono e partono, alla volta del sito, asiatico. I due, valicate le montagne tempestate dalle bufere di neve, dopo essere rimasti bloccati per un po' in un passo montano, riescono finalmente riescono a scendere a valle; qui, si imbattono in un rude e rozzo capo-tribù, impegnato in guerricciole sanguinose con i vicini, per futili motivi, e abilmente si inseriscono, tra le lotte tribali, offrendo i propri servigi, come consulenti militari, al capo-popolo. Usando pochi fucili, e sparando poche schioppettate, riescono a riportare una strepitosa vittoria. Da lì la loro fama di capi-guerra invicibili, arriva alle stelle, ben presto, partecipando a tutti i mini conflitti, sulla loro strada vengono temuti e tripudiati dalle folle, tra cui arruolano nuove milizie, giungendo a comandare una grossa armata di uomini prezzolati, equipaggiati di cavalli, armi bianche, e dopo averli istruiti, anche da un corpo di fucilieri scelti, nonchè bestiame, ricambi di cavalli e foraggi. Messo da parte lo sprovveduto ed ingenuo capo tribù, i due filibustieri decidono di fare da soli, e continuano ad avanzare di villaggio, in villaggio, avendo facilmente ragione dei conflitti tribali. Ormai si muovono con un grande esercito, armato di fucili, ben rifornito, famoso e temuto. Al loro comparire, le città, aprono loro le porte, e fanno atti di sottomissione. Tutto va bene sino a quando, i due non dirigono nella capitale, una grossa città dall’architettura mastodontica e monolitica in pietra. Da qui, escono , una processione di monaci, dottori farisei, e gran sacerdoti. Il cui capo, dopo aver invitato i due all’interno della città, li fa assalire dagli accoliti. E’un momento drammatico. i due soci rischiano di essere soprafatti. Il gran santone, sta per vibrare il colpo di grazia, quando per caso nota un medaglione, col simbolo massonico di Alessandro Magno col nome indiano di Iskader. I nativi infatti, custodiscono i tesori del condottiero macedone, attendendone il ritorno. Da quel momento Connery, e considerato al pari di una deità, e pertanto, fatto oggetto di atti di atti di ossequio e di adorazione, da parte degli astanti. Egli e diventato tale, perchè fuori dal palazzo, in un tafferuglio, un indigeno gli aveva scagliato un dardo, fermato dalla bandoliera indossata. Da quel momento, l’avventuriero era stato considerato divino, e protetto da una magia. Installatosi nel castello, e indossata una tunica laminata e una corona dorata, l’avventuriero Connery spartisce le ricchezze con l’amico e diviene re. Godendosi il trionfo, l’uomo che volle farsi re, si concede agi e svaghi, addestra nuove truppe, amministra la giustizia, riceve delegati ed ambasciatori, conosce i suoi sudditi, riceve omaggi e regeli. Si gode la vita e fa la bella vita, a cavalcioni dello scanno reale. I guai iniziano, quando Connery, inizia a montarsi la testa, e a crederci davvero, alla sua parte di re. Si mette in testa, di rimanere in quel luogo, ha ambizioni espansionistiche ed egemoni, favoleggia progetti di conquista e di sviluppo del popolo a lui fedele, anela ad imprese ulteriori ed ad altre possibili gesta e conquiste. Fantastica sul fattto di addestrare ancora di più i suoi suoi uomini, diffondendo la civiltà anglo-sassone, e facendo raggiungere al paese, nuove vette di progresso. Il compagno, decide di andarsene ugualmente, scortato da un manipolo di fucilieri, ma poi cambia idea e decide di vedere come va a finire. Intanto gli eventi, precipitano. Durante un ricevimento di delegazioni, si presentano a corte uno stuolo di giovani principesse e baiadere , papabili ed impalmabili. Tra queste , una in particolare, dal nome di Rossane, spicca tra le altre per le sue forme, grazie e avvenenza. Il presunto Re-dio Connery, se ne infatua e decide di condurla al talamo matrimoniale. Rispettando i riti e le costumanze del luogo, vengono bandite nuove nozze ed ammanito un banchetto e un gran ricevimento regale, con tanto di invitati, ospiti, alleati e dignitari. La ragazza, novella sposa, appare paludata ed agghindata in tutta il suo fascino e charme; Connery le si avvicina, ma questa, si imbizzarrisce, dà in smanie e di riflesso, colpisce l’uomo che volle farsi re, procurandogli delle lacerazioni ed un brutta ferita, da cui cola il sangue. Se perde sangue, non è un dio, quindi è un uomo, e perciò è un impostore e neanche parente di Alessandro Magno -Iskader, per giunta. La folla dapprima plaudente e timorata, esplode in un parossismo d’ira e sdegno per il tradimento, perpetrato; i due amici cercano di telare, ma vengono accerchiati e soverchiati dal popolo, inferocito. Micheal Caine viene legato tra due palme trattenute e poi, storpiato e dilaniato. Mentre Connery, viene inseguito sin sopra un ponte di corde, di nuova costruzione, qui viene sospinto al centro del ponte. Poi, alcuni scherani, armati di machete, lentamente tagliano tutte le corde, Connery precipita nel baratro, dopo un capitombolo , giù per il dirupo abissale, se ne va, cantando la marcia reale della regina. Caine, sopravissuto a stento, ed ormai con la schiena storta, recupera la testa dell’amico, e la riporta , alla base di partenza in India, dove il terzo amico, a malapena lo riconosce non credendo ai suoi occhi di fronte a Caine, vestito all’indiano-sherpa, e col collo sciancato. Sul finale da un sacco, tira fuori la testa dell’amico, ancora con i capelli. e la corona cinta in testa. Cala il sipario sulla storia. Dopo questa avventura in terre amene ed esotiche, in luoghi impervi e lontani, la carriera di Sean Connery è proseguita , per la sua strada, dritta come una freccia, che ha visto l’attore, abbinarsi e far coppia, dando vita ha dei duetti, con colleghi più verdi , tra cui, con Cristopher Lambert, nella serie fortunata di Heiglander, che l’ha visto indossare i panni dello spadaccino e maestro d’armi spagnolo, Ramirez un canuto, ma ancora arzillo e vivace filibustiere, che prende sotto le sue ali, il giovane Scozzese dalle nove vite da gatto, Mc Cloud -Lambert, nato in Scozia a Granfield, nel 1618, e mai morto in virtù di un sortilegio, una specie di magia acestrale, druidico-celtica, per cui sparsi per il mondo, vi è uno esclusivo e limitato numero, di non morti-heiglander, che vuol dire nobili scozzesi, perennemente in competizione tra loro, ed impegnati, ad affrontarsi a colpi di spadoni, cercando di tagliarsi la testa reciprocamente, perchè in questo modo chi sopravvive, assorbe l’energia vitale dell’altro deceduto, ricaricandosi e rivitalizzandosi. La storia procede nella narrazione, Ramirez si presenta a Lambert, lo informa sulle sue origini e su chi è e su cosa è, cioè un immortale, poi, si offre di addestrarlo e prepararlo, facendogli da maestro spadaccino. I due, iniziano a sciabolare, con finte e stoccate, intanto il tempo passa, e il giovane in eterno, Lambert, diventa sempre ferrato nell’uso, della spada e sempre più agguerrito. Sino a quando arriva il momento del primo confronto, col il suo accerrimo nemico, un gigante krull, un vetusto sovrano celtico, deciso a rimanere l’unico in piedi, con la testa al suo posto. Scoppia una gincana tra i due, con stoccate e colpi di spadone; Ramirez rimasto di guardia alla torre dei Mc Cloud, viene sorpreso e brutalizzato da l bruto di turno, che lo trafigge con lo stocco, il buon maestro si sacrifica, ma la sua essenza spiritica rimane vicino all’heiglander-Lambert, un po' come lo spettro della forza, di Ben Kenobi, nella saga di Guerre stellari, che continua ad apparire e scomparire la giovane Skeyworker. Riamasto solo, e la volta di Lambert, di affrontare con le sue ali, il malvagio guerriero druido; scoppia una violenza tenzone tra i due, in cui il buono alla fine prevale. Dopo questo film, Connery. torna sullo schermo, con un film in costume , cappa e spada, che lo vede protagonista singols, accanto alla patner Andrey Harbun, nel film semi-leggendario, ambientato nel Medioevo, che ripropone la leggenda di Robin Hood, ne Robin e Mariann, in cui si vede un ormai non più verde e attempato Robin Hood, far ritorno insieme al fido Little John, dalle crociate, nella sua amata, foresta di Sherwoood; il vecchio arciere , nonostante l’età , la lombaggine e gli acciacchi, ha ancora frecce nel suo arco da sparare, e ancora tutto pepe, pepato e gagliardo, e ha voglia di nuove avventure. Tornato nell’amata foresta, la trova fatiscente, disadorna ed abbandonata, il vecchio accampamento degli allegri compagni della foresta, e decadente, soltario, abbandonato, con i fuochi di bivacco , spenti, e le capanne sfondate, e pericolanti. Robin , decide, di andare giù in paese, a reclutare nuovi adepti, insieme al fido scudiero, Little Jhon, si incammina, diretto in città, anche fermamente deciso, a rintracciare la sua antica fiamma perduta, il suo vecchio amore, Lady Miriann. 

Stefano Merialdi

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